martedì, marzo 20, 2007

Perchè Moratti è così nervoso?

Curiosità: "Siparietto Moratti - Tifoso.".
Stava per rispondere alle domande dei giornalisti che lo aspettavano fuori dal suo ufficio ma poi, dal bar vicino, ha sentito qualcosa che proprio non gli è piaciuto. Massimo Moratti ha quindi abbandonato taccuini e microfoni per andare a rispondere ad un signore seduto a un tavolino del locale che, tra insulti e accuse varie, aveva definito "uno scudetto di cartone" quello che l'Inter ha vinto lo scorso anno a tavolino.
L'ALTERCO - "Si tolga lo scudetto di cartone, se lo tolga", gli ha urlato l'uomo, circa 40 anni, in giacca e cravatta. "Mi vuole picchiare?", ha poi detto quando ha visto Moratti avvicinarsi a lui. "No, le dico solo che non è educato quello che sta facendo", è stata la risposta di Moratti. "Io sono scostumatissimo, faccio il gesto dell'ombrello e mando a fare in c... Ronaldo...", ha ribattuto l'uomo, con chiaro riferimento al comportamento del presidente nerazzurro durante il derby. L'intervento del proprietario del bar non è servito a calmare l'uomo, che ha replicato che "ognuno si deve contenere nelle sedi opportune e poi io sono sul suolo pubblico". "Bè, allora faccia quello che le pare", ha risposto un Moratti sempre più scocciato, che all'ennesima provocazione ("Mi faccia anche intercettare"), ha definitivamente perso la calma: "Se lo metta in bocca il telefono", ha detto prima di andare a parlare con i giornalisti. Rispondere alla domanda del titolo è molto semplice...quando ci si prepara per un giorno splendido, unico e difficilmente ripetibile come il matrimonio, è ovvio essere nervosi...più o meno come Moratti per lo scudetto dell'Inter.

mercoledì, marzo 07, 2007

Navarro chiede scusa

Calcio: "Dopo il pugno a Burdisso, ecco le scuse di Navarro:".
"Ho visto che stavano cercando di aggredire un mio compagno e ho perso la testa". David Navarro si scusa così dopo il destro che ha fratturato il naso a Burdisso, al termine di Valencia-Inter. Dopo lo scoppio della rissa a centrocampo, Navarro è partito dalla panchina e ha sferrato un pugno al difensore nerazzurro. "Non mi sono mai comportato in questa maniera e non lo farò più - ha aggiunto a Cadena Ser -. Sono pentito, mi vergogno di quello che ho fatto". Navarro ha anche detto che oggi parlerà con il ds Carboni per mettersi in contatto con l'Inter e con lo stesso Burdisso per chiedere scusa. "Non ho potuto vedere le immagini né le reazioni dei giocatori dell'Inter nel nostro spogliatoio - ha racconta ancora Navarro -. Io ero da un'altra parte, ma i miei compagni mi hanno già detto qualcosa. È stato spiacevole, chiederò scusa per la mia azione". Ieri sera, intanto, i delegati dell'Uefa hanno parlato con i responsabili della sicurezza privata del Valencia e delle forze dell'ordine presenti al Mestalla per stilare un rapporto. Frattanto, l'Inter è rientrata nella notte a Milano e oggi Mancini ha concesso una giornata di riposo. Appuntamento ad Appiano domani pomeriggio per la ripresa degli allenamenti in vista del derby di domenica.

Investito un tifoso del Celtic!!!

Calcio: "Investito. Muore un tifoso del Celtic.".
Un tifoso del Celtic è morto, la scorsa notte, dopo essere stato investito da un'auto nel centro di Milano. L'uomo, un cittadino scozzese di 37 anni, secondo quanto riferito dalla Polizia municipale era ubriaco e in mezzo alla strada quando è stato investito. È accaduto poco dopo le 23, in via Santa Sofia: un taxi, che viaggiava con a bordo un passeggero, lo ha investito. Subito soccorso, lo scozzese è stato trasportato, in codice rosso, all'ospedale di Niguarda, dove però è deceduto intorno all'1.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Si è spento Giorgio Tosatti

Calcio: "L'opinionista aveva problemi di cuore.".
Il popolare giornalista sportivo Giorgio Tosatti è morto a Pavia al Policlinico San Matteo, dove era stato sottoposto dall'equipe diretta dal professor Mario Viganò a un trapianto di cuore lo scorso 11 ottobre Nell'ultimo mese però delle complicazioni lo avevano riportato in ospedale.
Nato a Genova il 18 dicembre 1937, Tosatti, figlio di Renato, giornalista morto il 4 maggio 1949 nella sciagura aerea di Superga nella quale scomparve il Grande Torino, è stato per anni direttore del Corriere dello Sport - Stadio. Nell'arco della sua lunga carriera, Tosatti ha collaborato sia con la Rai (Domenica Sportiva e 90esimo minuto) sia con Mediaset. Opinionista di importanti giornali italiani ed ex presidente dell'Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana), Tosatti è stato anche il curatore dell'almanacco calcistico "50 anni che fecero grande il pallone". L’ultima apparizione in Rai alla Domenica Sportiva risale alla stagione 2005-2006. Unanimi le reazioni, dalle società di calcio alle istituzioni sportive e politiche. "Con Giorgio Tosatti non scompare soltanto un grande giornalista sportivo, tra i più competenti e autorevoli: il calcio perde un amico sincero, intelligente e schietto nella critica, interprete generoso e appassionato delle vicende degli ultimi 50 anni", ha sottolineato il commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli. "E ora vien da chiedersi come faremo senza di lui. Eravamo amici, ma anche di più", ha dichiarato attraverso una nota il presidente del Coni Gianni Petrucci. Per il ministro delle politiche giovanili e le attività sportive, Giovanni Melandri, "il giornalismo sportivo ha perduto una delle sue firme più note". "La figura di Tosatti - ha proseguito il ministro - rimarrà indissolubilmente legata a un giornalismo non urlato, fatto con misura e serietà. Ai familiari giungano le mie più sentite condoglianze".

Siena crolla in Europa

Basket: "Siena perde di 30 in Russia...ora ci vuole un miracolo!!!".
Dominatrice in Italia, sull'orlo dell'eliminazione in Europa. E' il destino del Montepaschi, a un passo dall'uscita dall'Uleb Cup con il pesante 83-53 rimediato a Kazan, nell'andata dei quarti, punteggio che toglie - salvo rimonte storiche - significato anche al ritorno che si giocherà martedì prossimo a Siena. Senza Datome appena partito e Rombaldoni appena arrivato (ufficializzato in giornata lo scambio con la Legea Scafati), il Montepaschi ha dovuto fare i conti anche con le difficili condizioni fisiche di Romain Sato.
Ovvio che non possa essere solo questa la ragione di un tale scivolone, con l'Unics a imporre sin dall'inizio il proprio gioco, concretizzandolo oltretutto con un fantastico 57% da tre punti. I soli McIntyre e Forte a sostenere l'attacco senese sono parsi troppo poco sin dal 13-2 in avvio dopo i primi 4 minuti di digiuno di Siena. Darius Lavrinovic la attacca con autorità, il fratello Ksistof infierisce fino al 27-11 che già al 12' fa intuire che partita sarà. Il Montepaschi si stacca perché l'attacco non funziona, con soli 8 punti segnati nel primo quarto e 9 nel terzo, chiudendo col 30 per cento totale al tiro. Così al 17' Stombergas firma la fuga sul 42-22, ma è solo l'inizio del supplizio toscano. I fratelli Lavrinovic arrotondano sul 63-36 sul finire dell'anemico terzo periodo senese, anche se il divario tocca pure i 31 punti (68-37) prima del +30 che per il Montepaschi odora di eliminazione.

sabato, febbraio 24, 2007

Ricomincia la SuperBike

Motociclismo: "Si riparte con la SuperBike!!!".
Ritorna il mondiale Superbike, la disciplina motociclistica che vede come protagoniste le supersportive derivate dalla serie. La prima gara si disputerà il 24 febbraio sul circuito di Losail nell’emirato arabo del Qatar, dove già si era aperta la scorsa edizione del campionato (dopo aver perso la tappa in Sudafrica a Welcom) con l’obiettivo di diffondere anche ai paesi del medioriente questa passione. Molte le novità di quest’anno a partire dalla partecipazione del campione Max Biaggi che mette in pista la sua Suzuki GSX-R 1000 del team Alstare Corona (capitanato da Francis Batta, colui che ha fortemente voluto Max Biaggi come punta di diamante); evento, questo della partecipazione di Biaggi, che ha sicuramente dato risalto a questo sport, tanto da suscitare interesse anche a mamma Rai che è entrata in possesso dei secondi diritti (manderà , sembra, in onda una sintesi delle gara la domenica alle 17.30) anche se per fortuna si possono vedere le due gare sulla dignitosa emittente La7. Altre novità sono, purtroppo, la scomparsa dal calendario della gara di Imola (a causa dell’abbattimento di tutti i box del circuito per motivi di ristrutturazione del Santerno) solitamente prevista come penultima tappa del mondiale e sostituita con Vallelunga. Nuovi circuiti e nuovi attori nello spettacolo della SBK anche se le vecchie guardie tengono duro e fanno vedere il proprio manico; nella superpole, infatti, ha conquistato la prima piazza l’ex campione della stagione 2005 Troy Corser (che se n’era andato dallo stesso team Alstare dopo un anno non proprio brillante) su Yamaha YZF-R1 del team Yamaha Motor Italia, alle sue spalle il già citato Biaggi, e in terza posizione partirà James Toseland su Honda CBR 1000. Quarta piazza per Nori Haga e, invece, si trova in quinta posizione il primo italiano (su moto italiana) Lorenzo Lanzi con la Ducati 999. Il compagno di squadra e campione del mondo Troy Bayliss è solo 6°. Nelle prove del giovedì, tuttavia, è stato proprio Max Biaggi ad ottenere il migliore passo gara. Sarà dunque interessante vedere come se la cava nella gara vera e se sarà capace di tenere testa a tori scatenati quali Bayliss (che ha vinto l’ultima corsa del mondiale motoGP su Ducati, davanti anche a Capirossi) e al giapponese folle Nitronori Haga. Per il resto sono promesse le solite e mai annoianti gare per la gioia degli appassionati di questo mondiale che prevede 13 tappe (26 gare complessive) di cui tre in Italia: a Monza il 13 maggio, a Misano il 17 giugno e a Vallelunga il 30 settembre.
Articolo redatto da Matteo.

Nel calcio serve anche questo...

Ho trovato questo filmato bellissimo...godetevelo.
C'è tutta la parte buona del calcio.

Un altro oro per il nostro fondo

Sci di fondo: "E' oro per l'Italia nella staffetta.".
Uno sprint da impazzire: mozzafiato, stupendo, perfetto. Al fotofinish, per rendere l’idea di quanto Cristian Zorzi e Renato Pasini abbiano sofferto e meritato questo trionfo nel Dome giapponese. La sprint a tecnica libera in tandem premia la coppia più composita e strana che l’Italia del fondo potesse presentare ai Mondiali: lo Zorro delle mille volate e il Pax che ha faticato più a convincere i tecnici che a vincere e convincere in questa stagione in cui non è nemmeno nel book della federazione. Un azzurro "ripescato" per meriti stagionali acquisiti sul campo, anzi sugli sci. E il bergamasco è stato il compagno ideale per vincere contro i russi Mrilov e Rotchev, nella gara in cui la coppia ceca Kreczmer e Kozisek ha lasciato sotto il podio i quotatissimi Angerer e Teichmann. Pasini ha cambiato per ultimo in testa quasi lanciando il presagio del successo completato dal finanziere che pareva col morale sotto i tacchi e invece s’è rivelato grandissimo sprinter, capace di abbinare all’oro olimpico in staffetta questa gemma che gli è sempre mancata. Lui che nel 2001 cominciò ai Mondiali di Lahti con un argento individuale, qui ha ripreso il filo del discorso proprio mentre l’Italia un anno fa ha smesso di puntare sulla squadra di specialisti per ristrettezze economiche. Questo è il capolavoro di uno stellone ragionato, organizzato, rabbioso come quel Pasini che la sera prima non riusciva a smaltire la delusione per la squalifica immeritata nella gara in classico individuale; ed è il capolavoro di uno Zorro che vorrebbe disputare le ultime 3 stagioni più da fondista puro che da sprinter. Ora questo trionfo dà al fiemmese una carica in più per la 15 km e soprattutto per la staffetta, alla quale è sempre sfuggito il titolo iridato. Con uno slancio come questo, niente a questo punto è impossibile. L’Italia non vinceva un titolo mondiale maschile da Oberstdorf 2005, con un’altra coppia oro-argento, Piller Cottrer e Valbusa. Vent’anni fa con Marco Albarello, ora d.t. azzurro, e Maurilio De Zolt. Poi solo Silvio Fauner nella 50 km a Tunder Bay nel ’95. Questo è il primo titolo iridato azzurro non individuale a livello maschile. Insomma un’altra impresa da incorniciare, da quel pozzo d’oro chiamato fondo. Non è andata bene invece alle ragazze: Arianna Follis e Sabina Valbusa hanno chiuso all’8° posto nella sprint sempre a skating vinta dalle finlandesi Kuitunen e Roponen Lassila. Ha patito molto la veronese, che nella sprint non è più quella di sei anni fa, quando arrivò quarta. Proprio nella prima notte magica di Zorro...

..e c'è chi non ci crede!!!

Curiosità: "Un gatto nero e poi..."
Un gatto nero invade il campo: il giudice di sedia sbaglia il punteggio e Jelena Jankovic si fa male. È successo oggi durante la semifinale del torneo Wta di Dubai. In campo c'erano la serba Jankovic e la francese Amelie Mauresmo. Con la transalpina al servizio, e in vantaggio per 4-2 nel primo set, un gatto nero con le zampe bianche ha fatto il suo ingresso in campo. Gioco interrotto ovviamente, per consentire al felino di scorrazzare per un pò prima di abbandonare la scena fra le risate del pubblico e l'incredulità delle giocatrici. "Non ho mai visto una cosa del genere durante un torneo - commenterà alla fine del match la Mauresmo -. Ricordo di una mucca, quando giocavo a livello giovanile, ma un gatto non mi era mai successo".
DISAVVENTURE Quando il gioco riprende, il giudice di sedia chiama il punteggio: "30 pari". Solo che la Mauresmo era in vantaggio 40-15 e non aveva dimenticato il punteggio: "gli ho detto che se non si correggeva non avrei continuato a giocare", ha sottolineato la ex numero uno del mondo. Infine, l'infortunio della Jankovic sul 2-5 per la Mauresmo, la caviglia sinistra che si gira e la partita che termina precocemente con il ritiro della serba alla fine del primo set. E poi c'è chi non crede ai proverbi......

venerdì, febbraio 23, 2007

Un sì è di troppo...

Curiosità: "Stessa data di nozze per Gerrard e Neville.".
Steven Gerrard e Gary Neville si sono finalmente decisi al grande passo: sposeranno le loro rispettive fidanzate, Alex Curran ed Emma Hadfield. Era ora, verrebbe da dire. Già, peccato però che il capitano del Liverpool e la stella del Manchester United abbiano pensato bene di trasformare il giorno più importante della loro vita (perlomeno di quella sentimentale) in una sorta di sfida a distanza, visto che hanno scelto la stessa data - sabato 16 giugno - per far suonare le campane del matrimonio, con grande imbarazzo degli invitati. Molti, infatti, i nomi che compaiono su entrambe le liste e se qualcuno ha già pensato di affittare un elicottero per presenziare a entrambe le cerimonie, così da non fare torto a nessuno, la maggior parte dovrà, invece, scegliere: da Steven e Alex o da Gary ed Emma? Per ora, il tabloid The Sun è riuscito a completare solo la griglia dei testimoni degli sposi: il capitano del Liverpool ha scelto il miglior amico, Danny Murphy, mentre David Beckham restituirà il favore al capitano del Manchester, Neville, che gli fece da testimone quando sposò Victoria nel 1999. Stando sempre al giornale, la location delle nozze di Gerrard sarebbe ancora top secret perché la coppia ha venduto l’esclusiva a un settimanale per oltre un milione di sterline, mentre gli altri due avrebbero optato per la Cattedrale di Manchester. Ma la sfida continua anche sul versante femminile e si misura in carati (quelli dell’anello di fidanzamento) e metri di stoffa (per il vestito da sposa). Una Wag (acronimo inglese che sta per mogli e fidanzate) che voglia essere definita davvero tale deve, infatti, avere un anello consono al ruolo, ma soprattutto all’ingaggio del futuro marito, quindi se la fidanzata di Gerrard è andata in estati per il solitario da dieci carati (valore 30mila sterline, quasi 45mila euro) che lui le ha regalato nel febbraio del 2005, quella di Neville ne ha preteso uno da 170mila (oltre 250mila euro). Quanto all’abito, nessuna delle due ha ancora rivelato da chi sarà firmato, anche se Alex si è lasciata scappare di essere stata a Parigi per le prove. Alla fine, la sola certezza restano i conti stratosferici: per le nozze, Gerrard e Neville spenderanno fra le 500 mila e il milione di sterline. Auguri…

Lione - Roma: dichiarazioni pesanti dei francesi.

Calcio: "Il Lione si sente poco protetto.".
"Ci sono stati scontri duri in campo in alcune occasioni, e anche qualche gesto anti-sportivo, ma ci sono stati anche degli insulti verbali". Partita spigolosa quella tra Roma e Lione ieri all'Olimpico nell'andata degli ottavi di finale di Champions League, a quanto pare anche a livello verbale, secondo quanto affermato dal presidente del Lione, Jean-Michel Aulas. Al quotidiano "L'Equipe", Aulas ha parlato di insulti da parte di alcuni giocatori della Roma, chiarendo però che la cosa si è risolta giá al termine dell'incontro: "Alla fine della partita alcuni giocatori italiani sono venuti a scusarsi per questi insulti che potrei definire simili a quelli ricevuti da Zidane durante la finale di Coppa del Mondo". Il quotidiano francese riferisce anche che il centrocampista della Roma De Rossi, accompagnato dal dirigente Daniele Baldini, è andato nello spogliatoio francese per presentare delle scuse ad Eric Abidal dopo avergli lanciato degli "insulti razzisti sul campo, a fine partita. Il difensore lionese - scrive L' Equipe - ha eccettato le scuse". Non sono mancate anche alcune polemiche per l'arbitraggio dell'inglese Riley, che ha ammonito otto giocatori della Roma e tre del Lione. "Sulla prima azione Mexes non ha toccato la palla e non avrebbe dovuto finire la partita", ha affermato il brasiliano Juninho, colpito duro a inizio partita dal difensore giallorosso. "Le squadre francesi non sono tutelate in Champions League - ha detto ancora Juninho al termine della gara -. Lo abbiamo visto martedì con il Lilla contro il Manchester United o due anni fa quando abbiamo affrontato il PSV Eindhoven, e lo abbiamo constatato anche stasera (ieri ndr). Questa è la nota stonata della serata, non siamo trattati come le squadre italiane, spagnole o inglesi".

mercoledì, febbraio 21, 2007

Treviso ha eliminato Cuneo

Volley: "Treviso ribalta il risultato dell'andata: 3 a 0.
La Sisley Treviso si è qualificata per le Top 6 della Indesit European Champions League di volley, il penultimo appuntamento prima della Final Four di Mosca (con i padroni di casa della Dinamo già ammessi). I trevigiani hanno sconfitto per 3-0 la BreBanca Lannutti Cuneo con i parziali di 25-19, 25-22, 25-23, ribaltando il 3-1 subito in trasferta nella gara di andata della scorsa settimana. Alle Top 6 la Sisley affronterà la vincente del match di giovedì tra i belgi del Maaseik ed i tedeschi del Friedrichshafen (andata 3-0 per il Friedrichshafen). "Non avevamo niente da perdere - ha spiegato Alessandro Fei, il migliore in campo - all'andata avevamo giocato male e volevamo dare il massimo: lo abbiamo fatto. Non eravamo disposti a mollare così facilmente la Champions. Loro non sono riusciti a fare molto, un po' per la tensione, evidentemente, ma un po' anche perchè noi non glielo abbiamo permesso". Il primo set non ha avuto storia (25-19), con Cuneo molto fallosa e Treviso micidiale a muro. Nel secondo parziale la Bre Banca Lannutti ha sofferto in ricezione, in particolare con Wijsmans e Giba, ma ha agganciato Treviso sul 21-21. Poi è stato un muro di Gustavo a fare la differenza per la Sisley, che ha chiuso 25-22. Cuneo è partita bene nel terzo set, prima di subire un parziale di 0-4. Sul 15-15 è stato Fei a propiziare un nuovo break per i veneti, che poi non hanno più sbagliato nulla fino al 25-23 conclusivo. Anche la Lube Banca Marche Macerata si è qualificata per le Top 6 vincendo 3-2 (22-25, 25-22, 25-23, 18-25, 16-14) ad Atene contro il Panathinaikos. Macerata aveva già vinto l’andata in casa per 3-1. Alle Top 6, Macerata affronterà la vincente del match tra i russi del Lokomotiv Belgorod ed i belgi del Knack Randstad Roeselare (andata 2-3).

martedì, febbraio 20, 2007

L'Irresistibile Tentazione

Curiosità: "Il richiamo del Carneval do Rio è sempre lo stesso.".
Felipe Scolari non è certo uno sprovveduto. Quando nel dicembre del 2001, a pochi mesi dal titolo mondiale che il suo Brasile avrebbe conquistato a Yokohama, il c.t. chiese alla sua federazione di spostare l'amichevole contro la Polonia, nessuno si sorprese. Il motivo, la concomitanza con il Carnevale "sacro per tutti i brasiliani", portava Felipao a una ragionevolissima riflessione: "Sarebbe meglio se tutti i giocatori facessero festa e si divertissero con i loro amici e familiari".
Non tutti i presidenti dei club europei hanno la stessa visione delle cose, "scottati" dalle fughe dei tanti campioni saliti sul primo volo verso Rio de Janeiro. Luis Muller Da Costa fu tra i primi a cedere al fascino del Sambodromo, lo stadio ricavato nelle strade di Rio per far sfilare le scuole di samba dove in questi giorni impazza la festa. L'attaccante del Torino di fine anni '90, e poi del Perugia, non a caso è ricordato più per le doti estetiche di sua moglie, la bella e irrequieta Jussara, che per i suoi gol. Ma se si va alla ricerca del fuoriclasse indiscusso della specialità, non c'è storia. Edmundo a Firenze fece l'en plein: due fughe in due campionati. Nel 1998 la mediazione di Alberto Malesani e Vittorio Cecchi Gori fu perfettamente inutile: partenza nella notte del 18 febbraio con l'ultimo volo utile per Rio. L'anno dopo arrivò il bis. Troppo forte il richiamo della scuola di samba del cuore, quella del Salgueiro, curiosamente legata al Vasco da Gama (che dalla Fiorentina aveva incassato 13 miliardi di lire per il cartellino del giocatore). Bagagli preparati in fretta e partenza con volo Varig. A Napoli (2000-01) "O' Animal" riuscì a trattenersi. Clamorosamente. All'inizio del 2002 Massimo Moratti lasciò partire Ronaldo con la speranza di agevolare il recupero dall'ennesimo infortunio. Il brasiliano in realtà allungò i tempi della sua permanenza in patria, sfoggiando il sorriso dei tempi migliori sul maxiloggione montato appositamente per lui a Rio. Più recentemente il presidente nerazzurro ha sopportato un'altra "degenza", quella di Adriano, che almeno dal periodo trascorso in Brasile in autunno ha ricavato la forza per tornare quello di prima. Sicuri che il Carnevale non c'entri con la resurrezione dell'Imperatore? Non proprio, i preparativi delle scuole di samba per la grande festa entrano nel vivo proprio in quel periodo...

Federer non si ferma più

Tennis: "Un altro record per Re Roger.".
C'è sempre qualcosa di magico, nello sport come nella vita, quando si pronuncia la parola "record" o "primato del mondo". E' un momento di riflessione per ricordare il campione del passato che di botto viene cancellato e per osannare il nuovo eroe che si affaccia alla ribalta con la speranza di durare il più a lungo possibile. E ora ne è stato eguagliato uno stabilito il 22 agosto 1977 da Jimmy Connors. In quel giorno il leggendario Jimbo terminava la sua 160ª settimana consecutiva da numero 1 del mondo passando la mano al rivale Bjorn Borg. Oggi re Roger Federer ha eguagliato le 160 settimane e lunedì prossimo staccherà inevitabilmente Jimbo puntando diritto verso quota 200. Federer diventò per la prima volta numero 1 del mondo il 2 febbraio 2004 all'indomani della vittoria all'Open d'Australia (era il suo secondo successo negli Slam dopo Wimbledon 2003) e da allora non ha più mollato la leadership. Lo svizzero superò in classifica Andy Roddick che aveva conquistato la cima 13 settimane prima durante il Masters di Houston, ma grazie soprattutto alla vittoria di Flushing Meadows. Federer da allora ha avuto quattro d'inseguitori veri; lo stesso Andy Roddick, lo spagnolo Juan Carlos Ferrero, l'australiano Lleyton Hewitt e dal 25 luglio 2005 lo spagnolo Rafael Nadal (Connors invece riuntuzzò per oltre 3 anni gli attacchi portati a turno da John Newcombe, Ken Rosewall, Arthur Ashe, Bjorn Borg e Guillermo Vilas). Mai nessuno però è riuscito a insidiarlo da vicino. Nella classifica attuale Federer ha 3415 punti di vantaggio su Nadal, una cifra mostruosa, superiore di molto a quello che Nikolay Davydenko, numero 3 del mondo, ha messo da parte negli ultimi 12 mesi. Nessuno all'orizzonte ha la possibilità di avvicinarlo; per comprensare questi 3500 punti di scarto bisognerebbe che Federer smettesse di vincere e Nadal invece facesse incetta di Slam e di Masters Series. Insomma, sarebbe come se nevicasse in Sicilia d'agosto.

lunedì, febbraio 19, 2007

Evra racconta un pò del Manchester

Curiosità: "Evra sullo spogliatoio.".
"Cristiano Ronaldo? Mi fa ridere, perché è l'unico ad avere uno specchio personale nello spogliatoio. Passa ore a mettere il gel nei capelli, è un playboy che ama il suo corpo alla follia". A parlare è Patrice Evra, laterale difensivo del Manchester Utd, che svela al tabloid inglese The Sun alcuni divertenti segreti che riguardano i Red Devils. Un'intervista simpatica e irriverente, che però potrebbe creare qualche problema a Evra dopo che i compagni l'avranno letta: non vorremmo essere nei panni del francese quando rimetterà piede nello spogliatoio dello United. Evra non ha parlato soltanto di Ronaldo.Gustosissima la sua descrizione di capitan Neville: "Quando Gary parla, di solito la squadra scoppia a ridere. Cristiano lo imita perfettamente, fa delle smorfie come se fosse attraversato da una scossa di elettricità. Lo chiamiamo 'Mister 100 mila volt', ci divertiamo molto". Chissà se Neville sarà contento e chissà che dirà il portiere Van der Sar, visto che Evra ha parlato di lui in questi termini: "All'Old Trafford, 'l'Albatross' sta rendendo molto di più di quanto non accadesse al Fulham. Mi ha anche rivelato che nella sua ex squadra faceva un po' lo sfaticato, cosa impossibile al Manchester Utd". Infine, una carrellata di soprannomi. Per tutti i Red Devils, Rooney è semplicemente "Hummer", come il fuoristrada che distrugge tutto ciò che incontra sulla via. Il muscoloso Silvestre è conosciuto col nomignolo di "Creatina", mentre Saha è "la Pantera" e Ferdinand è "Snoop Dog", come il rapper e attore americano. Pioggia di nickname anche per la vecchia guardia. Giggs viene chiamato "Razzo", Scholes risponde al soprannome di "Pitbull". Il più amato, però, è Solskjaer, l'uomo che fece vincere allo United la Champions League nel '99: il norvegese era e resterà sempre "La Leggenda".

sabato, febbraio 17, 2007

Sophomores 155 - 114 Rookie

Basket: "Un buon Andrea Bargnani al Rookie Games.".
Il primo appuntamento ufficiale dell’All Star Game di Las Vegas è all’insegna dei giovani, e non solo perché al Thomas & Mack Center si sfidano Rookies e Sophomores. Gli organizzatori, infatti, colorano le tribune invitando tantissimi bambini che danno alla serata un’atmosfera decisamente calda, cosa che in genere mancava nelle edizioni precedenti per la gara del venerdì.
In tribuna si accomoda anche il sindaco di Roma Walter Veltroni, in Nevada per annunciare che la Città Eterna sarà ancora grande protagonista a ottobre dell'Nba Europe Live. Roma, dopo il fortunato esordio con i Suns lo scorso anno, il prossimo ottobre ospiterà i Raptors del romano Andrea Bargnani. Il giocatore di Toronto si concede agli obbiettivi sul parquet con Veltroni pochi minuti prima della palla a due e appena inizia la gara fa capire di non essere venuto a Las Vegas solo per una vacanza.
L’intensità dei playoff naturalmente è un'altra cosa, qui le difese stanno a guardare, Andrea - che dopo aver dichiarato la propria disponibilità per gli Europei, sabato riceverà da Fausto Maifredi la maglia della Nazionale -, però prova a metterci lo spirito giusto. Almeno per i primi minuti è gara relativamente vera. Lo capisce anche Bargnani che viene subito stoppato dall’australiano Andrew Bogut. La prima scelta assoluta di Toronto però si rifà trovando un canestro dal perimetro e poi battendo l’australiano con una bella entrata.
I palloni giocabili per l’azzurro arrivano con il contagocce perché le guardie della formazione delle matricole non sono timide e appena vedono il più piccolo spiraglio provano la conclusione. Andrea comunque tenta, senza successo un paio di triple, poi firma un bel canestro con fallo. Quando l’italiano va in panchina a metà del primo tempo (la gara propone due frazioni da 20’) il match perde la sua già non trascendentale intensità. Turnover a grappoli e schiacciate su schiacciate, il pubblico si diverte, la partita però scade decisamente. I Sophomores, intanto, scappano via e al riposo (per quanto possa contare il risultato in una gara come questa) vanno negli spogliatoi avanti 77-48.
La ripresa non cambia i giudizi. Un attivissimo David Lee (che alla fine conquisterà il premio di Mvp del match), Deron Williams e Monta Ellis trascinano i giocatori del secondo anno, Bargnani, intanto, rimpingua il suo bottino con un paio di canestri in entrata, il secondo condito dal fallo. I Rookies non combattono più e finiscono per perdere di ben 41 punti (155-114). Andrea Bargnani chiude il suo assaggio di All Star Game (in attesa di gustare il piatto forte in futuro al tavolo dei “grandi”) con 12 punti (5/7 da due, 0/4 da tre e 2/2 dalla lunetta) con un rimbalzo e un recupero.

Villeneuve a ruota libera

Formula 1: "Villeneuve dà i suoi giudizi sugli ex-colleghi.".
Ora che non fa più parte del circo Jacques Villeneuve si diverte ancora di più a criticare i suoi ex colleghi. L'ex campione del mondo in un'intervista alla rivista F1 Racing critica duramente il neo ferrarista Kimi Raikkonen e l'italiano Giancarlo Fisichella. "Raikkonen è sopravvalutato - dice il canadese -. Certo salta in macchina e va veloce, ma non si cura affatto di tutto il resto. Un pilota completo invece passa più tempo con gli ingegneri, cerca di motivare il team. Non fa nulla di tutto questo quindi non è al livello di Alonso. Fisichella? Vorrei essere positivo sul suo conto perché è una bella persona... Ma è semplicemente finito. Anche se batterà Heikki Kovalainen non penso andrà da nessuna parte. Lì alla Renault è come un punto di riferimento per Heikki, e alla fine della stagione, o forse anche durante, metteranno Nelson Piquet Jr al volante". Critiche anche per colui che ha preso il suo posto alla BMW Sauber, Robert Kubica: «È veloce, ma ha fatto un errore in ogni gara l'anno scorso. E chi commette così tanti errori sta guidando oltre i propri limiti. Inoltre è molto duro con la vettura, e non credo che sarà in grado di cambiare il suo stile di guida per adattarsi alle Bridgestone più dure. Se riuscirà ad essere più gentile potrà dire la sua. Ma sarà davvero interessante vederlo dal 2008 senza il controllo di trazione. Jenson Button? È veloce e forte, nulla lo disturba. Ma dovrà avere un'opportunità di lottare per il campionato, altrimenti non potremo mai paragonarlo ad Alonso. Felipe Massa? È intelligente, ha talento ed è veloce. Con il giusto materiale, può essere un pretendente al titolo. Poi vedremo se è davvero un pilota fantastico o solo un buon pilota. Massa probabilmente diventerà il leader del team".

mercoledì, febbraio 14, 2007

Eto'o - Ronaldinho: la Telenovela continua...

Curiosità: "Ronaldinho ed Eto'o: Guerra e Pace.".
Minuto 76 di Barcellona-Arsenal, finale dell'ultima Champions League: Eto'o pareggia, dà il via alla rimonta vincente blaugrana e viene abbracciato da Ronaldinho, inseparabile partner nell'attacco dei campioni d'Europa. Quanto tempo è passato, un secolo? No, neppure nove mesi. Ma oggi, quando Eto'o parla di Ronaldinho, lo fa in questi termini: "Non posso accettare che un compagno mi tiri m... addosso. Sento dire che dovrei pensare di più al gruppo: l'ho sempre fatto, più di qualcun altro".
Il motivo dell'arrabbiatura di Eto'o è noto: domenica scorsa, contro il Racing Santander, la stella del Camerun si è rifiutata di entrare in campo nei minuti finali di Barcellona-Racing Santander. Il tecnico Rijkaard ne ha parlato pubblicamente con la stampa e Ronaldinho ha censurato il comportamento del compagno, invitandolo a un maggior spirito di squadra. Apriti cielo: Eto'o è letteralmente esploso e davanti a taccuini e microfoni non ha risparmiato nessuno. Rijkaard è stato definito "una cattiva persona, che ha mentito", il vicepresidente Rosell è stato etichettato come "il capo della fazione che si oppone al presidente Laporta", il Barça è diventato "un club spaccato a metà". A tentare di rimediare ci hanno pensato i compagni di squadra dei due litiganti. Dall'allenamento mattutino del Barça filtrano voci di un riavvicinamento: Thiago Motta li avrebbe presi di petto e costretti a chiarirsi. Dopo un breve colloquio, un abbraccio avrebbe suggellato la pace . O almeno una tregua: difficile dire se si sia trattato di un gesto di facciata oppure di qualcosa di più sincero. Abbraccio a parte, è innegabile che le dichiarazioni di Eto'o abbiano scatenato un terremoto, soprattutto dopo che Laporta ha difeso il camerunese, invitando tutti a una maggiore comprensione: "Non gioca da 144 giorni, ha solo voglia di rientrare. E non è vero che non vuole più giocare per il Barça". Parole che non sono certo piaciute a Rijkaard, che avrebbe gradito maggior appoggio da parte del patron in una situazione tanto delicata. I due, ieri notte, hanno cenato in un ristorante italiano per discutere del caso, ma è stata una chiacchierata burrascosa, che non ha per nulla rassicurato l'olandese. Laporta aveva già parlato in privato col giocatore. Oggi Rijkaard incontrerà il direttore tecnico Begiristain per tentare di porre fine alla bufera. E' evidente che il mancato ingresso in campo di Eto'o nella partita col Racing sia solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A Barcellona la situazione è molto più tesa di quanto non sia mai apparsa all'esterno e, a questo punto, chiarimento o non chiarimento, è improbabile che il camerunese e Ronaldinho giocheranno ancora insieme nella prossima stagione. Stando all'emittente spagnola Antena 3, Eto'o avrebbe parlato molto chiaro con Laporta: "Vorrei continuare a segnare per il Barça, ma se il problema sono io la soluzione è semplice. Cedetemi". Destinazione? Ignota, per ora. Eto'o ha definito "tonterias" (stupidaggini) le voci di un suo passaggio alla Juve, ma i grandi club d'Europa sono già scatenati sul fronte mercato. Anche perché non è affatto detto che sia il pupillo del presidente a cambiare aria: il sacrificato potrebbe essere Ronaldinho, sogno del Milan. E di tutti.

1° nel ranking FIFA

Calcio: "Dopo 13 anni di nuovo primi nella classifica FIFA.".
Rincorsa completata: il secondo ranking Fifa dell'anno consegna il primato all'Italia, la squadra campione del mondo. Il Brasile, che comandava la classifica, è scivolato al secondo posto con 1540 punti, 22 in meno della Nazionale di Donadoni. Decisivo lo scivolone della Seleçao nell'amichevole col Portogallo dello scorso 6 febbraio: uno 0-2 che ha fatto scendere le quotazioni verdeoro. Il record di resistenza dei sudamericani al primo posto termina così dopo 55 mesi.
L'Italia, che si trovava alle spalle del Brasile, torna così in testa al ranking Fifa dopo 14 anni. Era dal 1993, infatti, che gli azzurri non salivano tanto in alto. Iniziava l'avventura di Arrrigo Sacchi da c.t. azzurro, erano davvero altri tempi. Poi una lenta discesa, che ha portato la Nazionale italiana anche a uscire dalla Top Ten. Il trionfo al Mondiale 2006, arrivato piuttosto a sorpresa, ha ovviamente dato l'impulso alla scalata azzurra, rallentata però dai risultati non certo entusiasmanti maturati nella prima parte della gestione Donadoni: i passi falsi contro Lituania e Francia nelle qualificazioni a Euro 2008, uniti allo scivolone nell'amichevole post-Mondiale con la Croazia, hanno avuto il loro peso. Ora, però, l'Italia torna padrona del ranking Fifa, che si basa sui risultati degli ultimi 4 anni ed è influenzato da quelli più recenti. Agli impegni ufficiali è attribuito maggior peso rispetto ai match amichevoli, sempre tenuto conto del valore degli avversari che si vanno ad affrontare. Dietro al Brasile di Dunga, al terzo posto c'è sempre l'Argentina. Seguono Francia, Germania, Inghilterra, Olanda e Portogallo, che non hanno mutato posizione rispetto alla precedente classifica. Al 9° posto sale la Repubblica Ceca, che guadagna un posto, e al 10° c'è la Spagna, che ne recupera due.

lunedì, febbraio 12, 2007

Spariti 6 senegalesi dal torneo di Viareggio

Sono scappati ieri sera i 6 giovani giocatori del Camberene, compagine senegalese che partecipa alla coppa Carnevale di Viareggio. Due sono minorenni, gli altri 4 hanno tra 18 e 19 anni. Non sono tra i migliori giocatori della rosa allenata da Paolo Berrettini, ex tecnico delle nazionali giovanili italiane e da poco alla guida della squadra di Dakar, quindi al momento sarebbe da escludere un legame con il mercato delle giovani promesse. Anzi, appare plausibile che i 6 giocatori abbiano raggiunto parenti senegalesi già in Italia e disseminati tra Pescara, Messina e Bergamo. Uno di questi (minorenne) è stato visto salire su un'auto e se ne sono perse le tracce, gli altri invece sono spariti senza lasciare dietro di sè nemmeno questa minima traccia. Due compagni dei fuggiaschi erano usciti dall'hotel, ieri sera, cercando di rintracciarli, preoccupati anche dal clamore che la notizia della loro sparizione poteva avere sul resto della comitiva. Le loro richerce, però, non sono andate a buon fine. Berrettini e i responsabili della spedizione marcavano stretto i ragazzi nelle uscite per gli allenamenti e non concedevano loro di lasciare l'hotel sede del ritiro presagendo il rischio di fuga, attuata già qualche anno fa, proprio al Viareggio, da giovani camerunesi. I 6 giocatori spariti dal ritiro non hanno portato bagagli, vestono le tute che indossavano tra campi di allenamento e partite e non hanno nemmeno i passaporti e i pass per l'arrivo in Italia, rimasti nelle mani dei dirigenti del Camberene. Paolo Berrettini è distrutto per l'accaduto, anche perché confidava che il Torneo di Viareggio potesse offrire ai ragazzi l'opportunità di mettersi in mostra e a lui un rilancio dopo il divorzio unilaterale con la Federcalcio che gliaveva dato il benservito, questa estate, alla scadenza del contratto. Oggi pomeriggio il Camberene andrà in campo e, comunque, potrà schierare i pezzi migliori della sua rosa, ben attenti a non farsi prendere dalla smania di scappare e sognando un ingaggio vero e un futuro alla luce del sole.

"Per 5 minuti io non entro"

Curiosità: "Eto'o in rotta con Rijkaard.".
Non c'è pace per il Barcellona. Dopo la sconfitta nel Mondiale per club, dopo le polemiche legate al tardivo ritorno di Ronaldinho dal Brasile alla ripresa della Liga e dopo la serie di infortuni che ha decimato la rosa blaugrana, ecco un nuovo caso: Samuel Eto'o è in rotta col tecnico Rijkaard. Il Barça sembrava aver ritrovato un po' di serenità: la vittoria per 2-0 sul Racing Santander, maturata ieri sera al Camp Nou, ha rafforzato la leadership dei catalani nella Liga, a +3 sul Siviglia e a +5 sul Real Madrid. Ma proprio il match coi cantabrici ha avuto una coda polemica. Eto'o, appena tornato a disposizione dopo un lungo stop, non ha voluto scendere in campo nei cinque minuti finali della partita. Pare che Rijkaard avesse anticipato al camerunese che lo avrebbe impiegato nella mezz'ora conclusiva. Così non è stato ed è esplosa la rabbia di Eto'o. "Quando il mio assistente Eusebio Sacristan gli ha detto di preparsi per entrare, Samuel si è rifiutato senza dirmelo. Considero questo atteggiamento un vero spreco: ogni minuto in campo può essere importante per la squadra", ha dichiarato un furente Rijkaard, perdendo un po' della proverbiale calma. E Ronaldinho ha rincarato la dose: "Sono cose che riguardano il tecnico e il singolo giocatore, ma credo che ognuno debba comportarsi in modo tale da favorire il bene del gruppo". L'unico a difendere Eto'o è il presidente Laporta, che è stato informato dell'accaduto mentre si trovava a Malaga per assistere al trionfo del Barça nella coppa del Re di basket. "Samuel ha bisogno di giocare per essere felice. Ha sofferto per quattro mesi lontano dal terreno di gioco, bisogna capirlo. Rijkaard è un maestro in questo genere di cose, troverà la soluzione giusta per recuperarlo". Intanto, però, la notizia della frattura tra Eto'o e il Barcellona fa drizzare le orecchie ai grandi club d'Europa, da sempre sulle tracce della stella africana. In Italia in prima fila c'è il Milan, perché Ancelotti è un grandissimo estimatore del giocatore. Nelle sfide tra i rossoneri e il Barça, Eto'o si è sempre messo in luce. Il Manchester Utd, il Chelsea e i più prestigiosi club europei monitorano la situazione. Se il Barcellona dovesse ascoltare i consigli di Johan Cruijff, l'attaccante potrebbe anche essere ceduto. L'olandese, vecchia gloria blaugrana da giocatore e da allenatore, ha profetizzato la fine di questo ciclo blaugrana. "Non so se il Barça in questa stagione vincerà qualcosa, ma non è questo il punto. La squadra va rinnovata, i cicli vincenti non durano mai più di tre o quattro anni. Questo è un momento di transizione, il club deve essere bravo a gestirlo e ad avviare subito un nuovo progetto. Per fortuna, a differenza di quanto accade altrove, nel Barcellona la società, il tecnico e i giocatori remano dalla stessa parte". Come dire che, se qualcuno non si sente più parte del gruppo, va ceduto subito. E Samuel Eto'o da oggi è sulla lista nera.

E' di nuovo Benetton

Basket: "La Coppa Italia torna a Treviso.".
Per la quarta volta in cinque anni la coppa Italia è della Benetton Treviso che in finale ha sconfitto la VidiVici Bologna col punteggio di 67-65 al termine di una partita tiratissima e costantemente in bilico. Dopo lo scudetto di giugno è un altro piccolo miracolo per la squadra allenata da David Blatt. Una stagione, quella biancoverde, ricca di contraddizioni e problemi con equilibri ancora tutti da trovare. In semifinale contro Siena, sotto di 14 con meno di 5 minuti da giocare, sembrava spacciata eppure, una volta di più, il cuore di Mordente e compagni ha avuto ragione di ogni logica tecnica. E poi, in finale, le alchimie del tecnico israelo-americano hanno portato nella bacheca della Ghirada l’ottava Coppa, eguagliando così il record di trofei detenuto proprio della Virtus Bologna.
LA CRONACA - Markovski parte con Best, Blizzard, il redivivo Drejer (assente sabato: caviglia), Davison e Lang; Blatt risponde con Zisis, Lyday, Shumpert, Nelson (eletto Mvp) e Goree. Quintetti molto atletici e ritmi elevati, però sono i piccoli che tirano da fuori e si ribattono colpo su colpo a fare la partita. Dopo 5’ la VidiVici mette avanti il naso (10-9). Treviso concede qualcosa a Best, che però non può fare il boia e l’impiccato, e tiene alta l’intensità difensiva con continue rotazioni. Le aree colorate sono un tabù infranto di rado e a fine primo quarto è la Benetton a condurre 19-15 grazie alla migliore efficacia nel tiro dalla distanza e al netto predominio a rimbalzo (11-4). Giovannoni, Mvp contro Milano, riprende da dove aveva finito e con cinque punti in fila firma il nuovo sorpasso bianconero. Il Benetton resta a secco per oltre tre minuti e l’italo-brasiliano, con l’aiuto di Vukcevic, è l’artefice di un 9-0 per il 24-19 del 13’. A Goree non pare vero di essere marcato dall’acerbo e poco mobile Crosariol e per due minuti è festa grande (29-27 Benetton al 16’), finché non torna Lang a presidiare l’area. Bologna con tre piccoli e Drejer numero 4 sprigiona aggressività che è un piacere e la mossa paga buoni dividendi anche perché la situazione a rimbalzo si ribalta a favore della VidiVici. Ilievski firma il massimo vantaggio sul 38-31 (9-0 il parziale) prima che il solito acuto di Zisis sull’ultimo possesso mandi le squadre al riposo sul 40-36. Secondo tempo e subito quarto fallo di Drejer. Best regala minuti da far luccicare gli occhi, sembra quasi di rivedere tratti del grande Larry Wright che nel 1983 condusse Roma al suo primo scudetto. Ilievski, scaricato misteriosamente a inizio stagione proprio dalla Lottomatica che ora cerca un giocatore nel suo ruolo, schierato da guardia è di sorprendente concretezza e con un gioco da tre punti rilancia Bologna sul 49-42 dopo 25’. Nelson, imbeccato dal solito Zisis, accorcia le distanze sul 54-52 sulla sirena di fine terzo periodo. Lo statunitense svetta, subendo anche il quinto fallo di Drejer, e Blatt chiama Gigli, a sedere per scelta tecnica 32 minuti, per dare fiato a Goree. Angelo prende due belle iniziative sul compagno azzurro Michelori e al 35’ la Benetton è avanti 58-56, primo vantaggio dal 31-29. L’intensità offensiva delle due squadre è proporzionale alle malefatte offensive e la tripla di Giovannoni per il 61-58 vale più di un gol. Markovski gioca gli ultimi due minuti con l’oriundo brasiliano e Vukcevic contro Goree e Nelson. Si arriva sul 62-61 Treviso con 38 secondi da giocare; Michelori, appena rientrato, ha due liberi con 28” sul tabellone e li sbaglia entrambi. Il rimbalzo premia Bologna e Michelori si ritrova in lunetta con 24” da giocare: ancora 0/2 e subito fallo su Zisis. Il greco è di ghiaccio: 64-61. Si vive e si muore dalla lunetta: a 17” è Best a fare 2/2 per il 64-63. A 15” tocca a Lyday fare 2/2 e poi Best prende la tripla che potrebbe farne un eroe. Non va e Nelson dalla lunetta mette il punto che vale la coppa Italia 2007.

domenica, febbraio 11, 2007

Il Mago non basta

Basket: "Si interrompe la serie positiva di Toronto.".
Si interrompe sul difficile parquet del Palace di Auburn Hills la striscia di cinque successi consecutivi dei Raptors, che però fanno comunque bella figura contro i Pistons. Toronto mette in difficoltà i padroni di casa ma alla fine si deve arrendere e cede 98-92. Il primo tempo fa ben sperare Sam Mitchell. Gli ospiti, infatti, dopo la bella prova offerta contro i Lakers escono dai blocchi con il giusto atteggiamento mentale e in attacco si comportato egregiamente. Toronto nonostante un Chris Bosh un po’ sottotono riesce a trovare punti da tutti i giocatori della rotazione e va al riposo avanti 49-43 dopo aver tirato con un buon 51.4% dal campo. Andrea Bargnani non si nasconde di certo in attacco.L’azzurro entra in campo a 5’07’’ dalla fine del primo quarto a rilevare Jorge Garbajosa e come al solito non mostra la minima timidezza di fronte a lunghi decisamente fisici come Chris Webber, Rasheed Wallace e Antonio McDyess. L’ex Benetton prova a dare il suo contributo ma trova un solo canestro dal campo e un paio di liberi prima del riposo. Nella ripresa però i Pistons cambiano marcia. Wallace inizia a litigare con gli arbitri ma riesce anche a trovare ritmo in attacco e Toronto va in difficoltà anche perché Bosh fa troppa fatica. I padroni di casa riprendono in mano le redini del match piazzando un parziale di 8-0. Bargnani, che torna in campo a metà del terzo quarto, non lascia scappare Detroit e riporta sotto i Raptors trovando la sua prima tripla della gara. Nell’ultimo periodo Billups e compagni provano ad andarsene e a metà della frazione vanno sul +7. La tripla di Andrea riavvicina Toronto che poi torna a far paura ai Pistons grazie a tre liberi di Anthony Parker. È un buon momento per i Raptors che riescono addirittura a tornare avanti con un’altro canestro da tre punti del giocatore italiano. Il lieto fine però non arriva. Wallace e l’ex bolognese Carlos Delfino, infatti, si rimboccano le maniche e Detroit si riporta a distanza di sicurezza segnando 10 punti consecutivi. Prima della sirena Andrea Bargnani trova un altro canestro dalla media distanza ma oramai e’ troppo tardi e i Pistons possono tirare un sospiro di sollievo. Bargnani chiude una gara comunque positiva con 15 punti (2/5 da due, 3/8 da tre e 2/2 ai liberi), tre rimbalzi, due assist e un recupero in 33’.

Non sarò papà

Curiosità: "Infondate le voci che davano per certo l'arrivo di un piccolo Del Piero.".
Alessandro Del Piero ha risposto così alle domande dei giornalisti sulla presunta gravidanza della moglie Sonia. Al termine della partita giocata dalla Juventus a Vicenza, il capitano bianconero ha precisato: "Avrei voglia di venire davanti ai microfoni a dirvi che sto per diventare padre, ma non è così. Mi dispiace aver letto queste cose in una settimana in cui tutti abbiamo ribadito la necessità di avere buon senso. So di essere un personaggio pubblico e quindi che la mia vita, anche privata, sia sotto i riflettori. Ma credo sia fondamentale un minimo di informazione e correttezza, soprattutto da parte di un quotidiano così importante come quello su cui è apparsa la notizia. Mi dispiace di smentire la cosa. Spero di presentarmi davanti a tutti ad annunciarvi presto che avremo un figlio, con lo stesso sorriso di oggi".

venerdì, febbraio 09, 2007

Si ricomincia...

Calcio: "Il calcio riapre.".
E' passata una settimana ma sembra un secolo. Il ritorno del pallone non è mai stato così atteso, perché le immagini, i commenti, lo strazio di Catania hanno lasciato un alone insopportabile, che una settimana di stadi chiusi non può certo cancellare. Si riparte dalla 23a giornata, con l'Inter in trasferta a Verona (senza pubblico) e la Roma in casa contro il Parma (con l'Olimpico aperto ai tifosi). Sarà una giornata strana, con tante partite senza i consueti rumori da stadio. Ma si riparte, ed è già qualcosa.
NUOVI SORRISI - Poco prima che attorno al Massimino si materializzasse l'inferno, il tema più dibattuto era il ritorno di Ronaldo in Italia. Equamente diviso il campo tra i sostenitori del Fenomeno e gli scettici, la sfida del brasiliano torna ad essere un grande motivo d'interesse. Fatta la tara agli infortuni e alle considerazioni sullo stato di forma di chi non gioca una partita da settimane (come il brasiliano), le aspettative attorno ai migliori giocatori del torneo sono molto alte e la settimana di stop potrebbe aver convogliato le energie sufficienti per una domenica di gol e spettacolo. Totti ha ripreso gli allenamenti e il suo utilizzo per la partita di domenica non dovrebbe essere in dubbio; Ronie va avanti tra sedute di lavoro intenso, esercizi e cyclette; Ibrahimovic potrebbe partire dalla panchina ma contro il Chievo ci sarà. E' proprio da loro tre, o dalle stelle della B come Del Piero, Di Vaio e Bucchi che i campionati possono ripartire alla ricerca di una nuova dignità. Ne ha bisogno il calcio e tutto lo sport italiano. E la spinta necessaria a cambiare pagina, senza dimenticare quanto avvenuto e quanto andrà fatto perché non accada mai più nulla di simile, può arrivare da tutti quelli che sapranno regalare un colpo di tacco, una rovesciata, una giocata da ricordare a lungo. E' l'unica ricetta che può restituire un pizzico di magia dopo la violenza.

mercoledì, febbraio 07, 2007

Rissa in NBA

Direttamente dall' NBA...

Godetevi il filmato di New York Knicks - Denver Nuggets...anche se non si vedono molti canestri...

Quando si dice periodo nero...

Curiosità: "Quando si dice periodo nero...".
E' decisamente un periodo nero per Fabio Capello. Non bastavano i risultati pessimi collezionati dal suo Real Madrid in questa stagione: oggi il tecnico italiano si è visto recapitare una lettera di ammonizione dalla commissione anti-violenza del governo spagnolo. Il motivo riguarda alcune dichiarazioni del tecnico dopo la sconfitta casalinga contro il Levante, maturata domenica scorsa al Bernabeu. Capello aveva parlato così: "I fischi sono giusti, succede sempre quando le cose non vanno bene, ringrazio gli Ultras perché ci hanno aiutato". La chiave di tutto è la parola "Ultras". Forse Capello di riferiva ai tifosi in generale, ma per la commissione quello dell'allenatore era invece un appello al gruppo "Ultras Sur", la frangia più calda del tifo madridista. Il governo spagnolo ha ritenuto che le parole del tecnico fossero fuori luogo, perché rivolte a un gruppo di sostenitori di conclamata ispirazione franchista.
Ci risiamo, penserà qualcuno. Capello era già finito nell'occhio del ciclone lo scorso anno, quando in un'intervista elogiò alcuni aspetti del regime di Francisco Franco. Il tecnico di Pieris precisò che il suo non era certo un inno alla destra né a qualsiasi forma di dittatura, bensì un apprezzamento alla Spagna e all'ordine che permetteva al paese di crescere sul piano economico e culturale. Le parole di Capello su Franco, però, sollevarono un polverone nel mondo politico e non sono state dimenticate. Di sicuro non le ha scordate la commissione anti-violenza, molto vigile in un periodo critico per il mondo del calcio, scosso dal caso italiano. Intanto, la partita Real Sociedad-Real Madrid in programma sabato prossimo è stata dichiarata a rischio, proprio come il derby di Siviglia.

A Sepang sfrecciano Edwards ed "Il Dottore"

Motociclismo: "Ultimi test positivi per la Yamaha.".
La Yamaha chiude con i migliori tempi la tre giorni di test a Sepang, in vista del Motomondiale al via il 10 marzo in Qatar. Colin Edwards, in sella alla nuova M1 800 cMc, oggi è stato il più veloce girando con il tempone di 2'00"248: il record del tracciato appartiene a Valentino Rossi che, in sella alla M1 mille di cilindrata, lo scorso anno ottenne la pole in 2'00"605 (tempo fatto nelle libere; le qualifiche furono annullate a causa del maltempo). Il pesarese oggi ha chiuso con il secondo crono della giornata (2'00"793). I due centauri della Casa di Iwata hanno proseguito lo sviluppo della M1, effettuando una prova di durata che ha dato ottimi riscontri. I tempi sul giro sono stati ottenuti con le nuove gomme da qualifica portate dalla Michelin. "Sono contento perché il feeling con la moto è fantastico - ha detto Rossi - abbiamo lavorato molto sul set-up delle sospensioni per cercare di risolvere i problemi di saltellamento della moto in frenata. Abbiamo fatto un bel lavoro. Siamo andati più forte rispetto ai test di gennaio su questa pista, anche nella prova di durata. Inoltre sono contento che anche Colin stia andando forte. Oggi ha fatto un tempo fantastico, è stato velocissimo. Abbiamo anche lavorato sulla mappatura del motore, i consumi di benzina saranno fondamentali e non possiamo permetterci errori. Penso che possiamo migliorare ancora in ogni area, speriamo di continuare su questa strada nei prossimi test in Qatar che saranno molto importanti. Tra un mese, infatti, ci aspetta la prima gara del Mondiale". A fine prove sorrideva anche Edwards: "Nel primo giro con la gomma da qualifica ho commesso qualche errore e pensavo di non essere andato molto forte. Quando invece ho visto il tempo che ho fatto con la seconda gomma, che era ancora più veloce, non riuscivo a crederci- ha detto il texano - la moto era semplicemente perfetta. Anche la prova di durata è stata abbastanza interessante. Abbiamo migliorato parecchio rispetto agli ultimi test e sono molto soddisfatto. La nuova 800 è incredibile, più veloce che mai anche con meno potenza". Terzo tempo per il francese Randy De Puniet con la Kawasaki, staccato di oltre 2". Tutte le squadre MotoGP si ritroveranno in pista la prossima settimana per una sessione di test in Qatar (13-15 febbraio).

martedì, febbraio 06, 2007

Miracolo Staudacher

Sci: "Staudacher è oro iridato nel superG di Aare.".
Patrick Staudacher otto giorni fa ha rischiato di finire in ospedale dopo una caduta in allenamento, e oggi è campione del mondo di Supergigante davanti all’austriaco Fritz Strobl e allo svizzero Bruno Kernen, due campioni veri, non due carneadi. Il superG è una gara molto particolare, perché bisogna sapere essere veloci su un tracciato che è stato possibile solo ispezionare, non provare come nella discesa.
Staudacher ha azzeccato la linea perfetta. Non ha sbavato un passaggio, sembrava perfettamente a suo agio su quella pista un poco carogna, veloce e resa compatta dai 15 gradi sottozero, dopo il clima umido dei giorni precedenti, che aveva fatto ritardare l’inizio di questi Mondiali, previsto sabato scorso. Valeva la pena di aspettare, di vivere giornate gonfie di noia, che non hanno per nulla intaccato la tranquillità di Patrick. Lui è un velocista anomalo, come dice Ghedina, perché gli manca quel pizzico di follia. Sì, suona il basso in un complesso rock, ma sugli sci non si lascia mai trascinare dall’istinto.
Anche in questa discesa mondiale non ha mai dato l’impressione di forzare. Non è andato fuori giri come Fill, che si è innervosito quando ha scoperto che la crosta della pista si era segnata e non gli permetteva di filare via morbido, senza attriti supplementari. Aveva avuto in sorte anche un pettorale perfetto, il 12, che gli ha fatto trovare una tracciato segnato solo da qualche piccola ruga. Era destino che vincesse e lui ha accettato il regalo della sorte con signorilità. Diceva di essere sorpreso, perché non voleva sembrare arrogante, rivelando che la sera prima aveva fatto le prove dei gesti visti fare ai vincitori davanti allo specchio. Aveva provato il sorriso e fatto mettere da parte gli sci giusti. Patrick Staudacher, 26 anni, ha un fisico possente (1.90 per 94 chili), in questa stagione aveva all’attivo un quinto posto nella discesa di Bormio e un ottavo in superG a Hinterstoder. Nel 2002 si era piazzato terzo nella discesa della combinata olimpica a Salt Lake. Poi erano nati i problemi. Soffriva di cheratocono all’occhio destro. Cercava di vederci aiutandosi con una lente a contatto rigida, però a volte la perdeva, ricadendo dai salti. Così continuava le gare vedendo con un occhio solo. Nella primavera 2005 ho subito il trapianto della cornea all' ospedale Maggiore di Bologna. La situazione è migliorata, ma i medici dicono che è all' 80% del suo potenziale. Poi nella caduta di una settimana fa i punti si sono strappati e ha dovuto trovare un altro accorgimento d’emergenza per correre questa volta vedendoci chiaro. La sua è una bella storia a lieto fine.

lunedì, febbraio 05, 2007

I Mondiali di Aare faticano a partire

Sci: "Ad Aare non si scia più.".
Un nuovo rinvio per i Mondiali di sci alpino. Il superG maschile, già in programma sabato scorso, non si è potuto disputare nemmeno oggi a causa del vento che soffiava nella parte alta della pista. La gara, fissata alle 12.30, è stata prima rinviata di mezz’ora, dopo che gli organizzatori avevano già deciso di abbassare la partenza fino al livello del gigante. Le raffiche di vento hanno però reso impossibile il via anche in quel tratto e alle 12 è stato deciso di spostare tutto a domani mattina alle 10. Martedì si dovrebbero così disputare le prime due gare di questi Mondiali: alle 10 il superG uomini e alle 12.30 le donne.

domenica, febbraio 04, 2007

Francesi troppo forti: 3 - 39

Rugby: "Niente da fare contro la Francia.".
L'Italia è stata sconfitta 39-3 dalla Francia nell'incontro disputato allo stadio Flaminio di Roma e valido per la prima giornata del torneo Sei Nazioni 2007. L'Italia incassa il k.o. e si prepara nel peggiore dei modi alla trasferta di Twickenham: difficile trovare il riscatto il 10 febbraio sul campo dell'Inghilterra.
LA GARA - "Il risultato? Logico, rispecchia quanto s’è visto in campo". Pierre Berbizier, c.t. azzurro, non si nasconde dietro a un dito, non accampa scuse. Troppo pesante il k.o. interno subito contro la Francia nella prima giornata del Sei Nazioni per cercare attenuanti. Semplicemente, non c’è stata partita. Se non nei primi dieci minuti, con due calci piazzati sbagliati dall’Italia (con Scanavacca e De Marigny) e con la stessa apertura costretta ad abbandonare la partita a favore di Pez per un colpo al costato. Da quel punto, sul prato del Flaminio, s’è vista una sola squadra, quella transalpina. Cinque mete e zero, una differenza abissale in tutte le zone del campo e in ogni fase di gioco. Della prestazione azzurra c’è ben poco da salvare: le fonti del gioco pressoché inesistenti, gli errori tanti e continui, i buchi di una difesa raramente schierata, enormi. Palloni di qualità? Zero. Nemmeno il decantato pacchetto di mischia è stato all’altezza. Persino la prima linea è affondata, la terza non ha avuto guizzi. Sono mancati pressione e sostegno. Insomma, una situazione imbarazzante. La Francia, che pure — a causa di diversi infortuni — non schierava il miglior quindici possibile, ha dettato legge. E adesso per l’Italia, che a sua volta ha pagato le tante assenze tra i trequarti, la strada è tutta è in salita. Sabato, nel tempio di Twickenham, contro l’Inghilterra del ritrovato Jonny Wilkinson, si rischia di andare incontro a un massacro. E, lontano all’orizzonte, c’è la coppa del Mondo...

sabato, febbraio 03, 2007

L'ennesima follia del calcio

Notizia: "Muore un agente di polizia negli scontri dopo Catania-Palermo.".
Catania-Palermo, il derby siciliano anticipo della 22ª giornata di A finito 1-2, scrive un nuovo capitolo nero del calcio italiano. Un agente del reparto mobile della Questura di Catania è morto durante scontri tra forze dell'ordine e tifosi del Catania durante il derby con il Palermo. L'agente è morto alle 22.10 per arresto cardio-respiratorio a seguito delle esalazioni di una bomba carta gettata all'interno dell'auto cui si trovava. Lo si apprende dai medici del reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi dove l'ispettore Raciti, originario di Misterbianco, è deceduto. Secondo le ultime notizie un altro poliziotto versa in grave condizioni, ma non è in pericolo di vita. La vittima era l'ispettore capo Filippo Raciti di 38 anni, lascia la moglie e due figli in tenera età. Il decesso dell'agente è stato confermato anche da fonti giudiziarie, la Procura di Catania ha infatti aperto un fascicolo sull'accaduto. Secondo quanto si è appreso, lo scontro sarebbe avvenuto fuori dallo stadio mentre i tifosi del Palermo entravano al Massimino. Le forze dell'ordine si sarebbero frapposte tra gruppi di ultras. L'agente è stato trasferito d'urgenza nell'ospedale Garibaldi, dove le sue condizioni sono sembrate immediatamente gravi. "Il decesso è avvenuto dopo un'ora dal suo arrivo in ospedale. L'agente di polizia, giunto in condizioni disperate, ha avuto un arresto cardiaco. Dopo essere stato sottoposto alle procedure di rianimazione, aveva ripreso qualche funzione vitale. Ma tutto è stato inutile", ha spiegato il direttore dell'azienda ospedaliera Giuseppe Navarria.
Sarebbero un centinaio (almeno 70 poliziotti) feriti portati al Garibaldi. L'ospedale ha dichiarato lo stato d'emergenza. Intanto il commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli, dopo un vertice ha disposto il blocco di tutti i campionati, dalla serie A alle giovanili. "Senza misure drastiche non si riparte - ha dichiarato Pancalli -. Il campionato si ferma fino a tempo indeterminato". Pieno il sostegno da parte del Coni alla Figc. È quanto ha assicurato il numero uno dello sport italiano, Gianni Petrucci. Stop anche alle partite delle nazionali azzurre, sia l'amichevole di quella maggiore, mercoledì a Siena contro la Romania, sia l'amichevole dell'Under 21 martedì a Chieti con il Belgio. Decisione presa da Luca Pancalli dopo essersi consultato con i due vicecommissari Gigi Riva e Massimo Coccia.
Dettaglio paradossale e agghiacciante, la partita era stata preceduta da un minuto di silenzio per ricordare la figura di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese, morto sabato scorso dopo una rissa allo stadio di Luzzi, al termine della partita con la Cancellese (Terza categoria).

venerdì, febbraio 02, 2007

Il Fenomeno è tornato

Calcio: "Il ritorno del Fenomeno.".
La parola che piace di più al Ronaldo versione Milan è "sfida". Il brasiliano la ripete più volte nel suo primo giorno ufficiale davanti ai giornalisti, dopo aver stretto la maglia con il numero 99 tra il suo procuratore, Fabiano Farah, e Adriano Galliani. Quasi a convincere se stesso e i tifosi (pochissimi quelli presenti) che nulla è cambiato da quando lasciò l'Italia nel 2002.
FENOMENALE - E' proprio Adriano Galliani a interrompere la pioggia di flash in una sala dell'hotel Ata Executive (Milanello per una volta, sarebbe stato davvero troppo piccolo per il centinaio di giornalisti accreditati). "Se non gliel'avessero già affibiato, il soprannome Fenomeno glielo darei io, perché quest'attenzione da parte della stampa è fenomenale". Gongola l'a.d. del Milan, che parla di "sogno realizzato" e
svela un retroscena: "Lo inseguivamo dal 23 agosto, ci abbiamo messo 5 mesi, ma ora finalmente è con noi. Adesso posso dirlo: in uno degli ultimi giorni di trattative, a un certo punto, gli avvocati del giocatore sono andati via dalla sede di via Turati, rifiutando la nostra offerta. E' stato Leonardo a chiamare Ronie, che ha accettato di guadagnare meno perché voleva solo il Milan. E' un onore, perché parliamo di uno dei più grandi nella storia del calcio".
PAPA' RONIE - Dalle frasi, dal modo pungente in cui risponde e dai pochi sorrisi concessi alle telecamere, emerge un Ronaldo concentrato, disposto a lavorare duramente per guadagnare lo spazio e la stima dal suo nuovo allenatore. "Avrei potuto guadagnare molto di più, oppure avrei potuto continuare l'avventura di Madrid, e invece ho accettato da subito l'offerta del Milan perché voglio far vedere a tutto il mondo che la mia storia non è finita. Questa è la più grande sfida della mia vita. Mi mancherà mio figlio, ma lui sarà con me tutti i fine settimana. E' lui il motivo che rende la partenza da Madrid più difficile rispetto agli altri trasferimenti. Negli ultimi sei mesi - ha aggiunto Ronie, 260 gol in 373 partite con i 5 club della sua carriera - ho avuto poche opportunità di essere ancora un grande giocatore, qui al Milan avrò la possibilità di tornare grande. Voglio l'affetto e l'amore dei miei nuovi tifosi. Ho sempre rispettato le regole ovunque sia andato. Negli allenamenti ho fatto sempre tutto, non capisco le dichiarazioni di Arrigo Sacchi. La gente parla, ci può stare, ma nella mia storia ho tanti trofei, non ho avuto nessun regalo da nessuno, ho conquistato tutto con il mio sudore e il mio sacrificio. Qui al Milan
ho trovato un ambiente fantastico, era da tanto tempo che non vedevo un rapporto così umano e d'amicizia tra lo spogliatoio e il tecnico. Cosa provo a tornare in Italia e vedere la Juventus in serie B? Non provo nulla. Io sono qui e penso soltanto al Milan".
L'INTER - Il passato è il ricordo di 5 anni in nerazzurro, impossibili da cancellare. Ronie
risponde alle domande sul club di Moratti con un atteggiamento garbato, ma deciso. "A Milano sono stato benissimo, ho tanti amici in questa città e mi aspetto il rispetto della gente che è stata con me e che adesso non lo è più. Con l'Inter è stata una bellissima storia finita male, sono stato venduto perché Cuper non mi voleva più. Materazzi chiede indifferenza ai tifosi nerazzurri per me? Ora sono da questa parte, non mi interessa cosa dicono dall'altra. Auguro a Moratti e a quelli che si sono offesi per il mio trasferimento al Milan buona fortuna per la vita. Con lui non ho mai avuto problemi, non è vero che non gli ho risposto al telefono quando mi ha chiamato. Ovvio che spero di segnare nel derby, ma io voglio farlo sempre, non solo contro l'Inter".
IL PESO - "Ho fatto tutte le prove, la mia percentuale di grasso corrisponde alla media di quella della squadra. Non so quando giocherò. In questi giorni ho corso tantissimo, e se dovesse chiedermelo Ancelotti, io ad Ascoli giocherei. Mi sono allenato bene a Madrid, ma da un mese non gioco una partita".
L'EX NEMICO - "Con Capello non ho mai avuto alcun problema, sembra una barzelletta ma è così. Il fatto è che lui non ha mai avuto fiducia in me, non mi ha mai detto perché e io non gliel'ho mai chiesto. È una storia corta, brutta e triste, però è così". Un capitolo, chiuso, di una storia che ancora non conosce la sua fine.

Tutto pronto per il "6 Nazioni"

Rugby: "Azzurri pronti all'esordio contro la Francia.".
Fatta l’Italia per il debutto nel Sei Nazioni contro la Francia. Il c.t. Pierre Berbizier ha affidato la maglia numero 10 a Scanavacca, ha deciso per Perugini e Nieto piloni, con Lo Cicero e Castrogiovanni in panchina, e affidato il ruolo di ala a Dennis Dallan e Andrea Masi. Estremo giocherà Roland De Marigny, che torna così in Nazionale per sostituire David Bortolussi, che tanto bene aveva fatto nei test autunnali, ma che si è infortunato per questo Sei Nazioni. La squadra ha usufruito oggi di un pomeriggio di riposo. Una piccola delegazione è andata a via Margutta, altri giocatori sono andati a spasso per il centro di Roma, Mauro Bergamasco e Andrea Lo Cicero sono andati in tv per registrare, su Gambero Rosso Channel, una puntata di “Oggi cucino io”. Risate e sketch a non finire….. Domattina arriva la Francia, e al Flaminio, oltre all’allenamento delle due Nazionali, verrà esposto il trofeo in argento che viene consegnato al vincitore del Sei Nazioni. La Francia campione in carica è rispettata, ma non fa paura ai nostri. Pierre Berbizier: “La Francia è una grande squadra, con tanti giocatori di valore e l’affrontiamo con grande rispetto. Voglio vedere Scanavacca giocare a questo livello”. Sulla scelta di Castriogiovanni in panchina: “Non è una sorpresa Nieto titolare. Conosciamo il valore di Castrogiovanni e poi avere due piloni di grandi qualità è buono per noi. La mischia sarà importantissima e lì possiamo perdere la gara”. Diversi giornalisti hanno cercato di portare la vigilia del match di sabato a un paragone della finale del Mondiale di calcio. Berbizier ha tagliato corto con un sorriso: “Beh, noi non abbiamo un Materazzi”. Mauro Bergamasco: “Questa non sarà la rivincita della finale dei Mondiali di calcio a Berlino, ma in campo con noi vedrei bene Gattuso e Materazzi, il primo come tallonatore e il secondo come centro o n. 8. Loro sì che hanno lo spirito giusto per affrontare gare come questa di sabato, e sarà lo stesso con cui noi scenderemo in campo: penso proprio che possiamo vincere. Basta con le onorevoli sconfitte, perché vengono presto dimenticate”.

Miracolo Lottomatica

Basket: "La Lottomatica Roma va alle Top 16.".
Qualificazione thrilling con esultanza finale per la Lottomatica. Roma fa il suo dovere travolgendo il Cibona sotto un +23, ma per passare il turno aveva bisogno della vittoria a Belgrado dell’Unicaja di Scariolo. Avanti per 35 minuti, Malaga subisce nel finale il rientro del Partizan e sembra soccombere, prima della tripla di Sanchez che porta gli spagnoli al supplementare. I cinque ulteriori minuti di passione hanno dato però la vittoria all’Unicaja e hanno fatto saltare di gioia Roma per la qualificazione alla Top 16. Concreta e senza fronzoli sin dall’approccio alla partita, la Lottomatica aveva preso in pugno la gara da subito, per poi prendere il largo a metà secondo quarto con il 10-2 di break che è valso il 40-23 al 17’. A trascinarla è il trio Hawkins-Chatman-Bodiroga, autore di tre quarti dei punti capitolini segnati fin lì. Soprattutto è ispiratissimo il primo, tornato ai suoi massimi splendori, tra cui il canestro del 47-29 poco prima dell’intervallo. Due triple dopo il riposo significano addirittura 53-33 al 22’, ricucito solo momentaneamente fino al -12 Cibona. Con uno dei migliori Chatman della stagione, Roma però c’è, e con tre triple in due minuti (due di Righetti) piazza l’11-0 che la fa entrare nell’ultimo periodo sul 66-43 solo da gestire negli ultimi dieci minuti. La Lottomatica tocca anche l’80-55 al 38’, ma la testa è alla partita di Belgrado, dove la situazione si capovolge e un gran Drobnjak trascina il Partizan quasi al successo. Però Sanchez porta Malaga al supplementare, dove matura la vittoria Unicaja che significa qualificazione per Roma come quinta nel girone. Eliminato il Cibona.

giovedì, febbraio 01, 2007

Per Napoli alle Top 16 ci vuole un miracolo.

Basket: "Eurosuicidio per la Eldo Napoli.".
Doccia fredda: la Benetton batte la Eldo al Palabarbuto e mette Napoli nei guai: la qualificazione alla Top 16 di Eurolega (già sicura per Treviso), come migliore sesta, è appesa ai risultati delle gare di domani del girone B: l'unica chance per cui i campani posso avanzare è la contemporanea vittoria del Partizan Belgrado sull'Unicaja Malaga e del Cibona Zagabria sulla Lottomatica Roma.
Inizio come da logica: Napoli arrembante, Treviso senza sbattersi più di tanto. Ne viene fuori un 9-0 con Rocca, Sesay, Ellis e Morandais a referto. In pratica, tutto il quintetto iniziale eccetto Larranaga che dopo 4’ e tre falli commessi viene spedito in panchina da Bucchi per Trepagnier. La Benetton fatica tanto in attacco, dopo 7’ realizza la miseria di tre punti, la Eldo ringrazia prima di tirare un po’ il fiato. Il primo quarto termina 19-15, si prosegue quindi sempre con vantaggi della squadra napoletana che al 16’ allunga sul 31-17 grazie a Trepagnier, Rocca e Malaventura. Massimo vantaggio sul +15 (35-20), prima del break trevigiano di 8-0 che manda tutti negli spogliatoi sul 35-28. La serata non offre particolari spunti tecnici, la gara si lascia guardare senza allo stesso tempo essere noiosa. Finisce 50-42 la terza frazione, il Benetton parte nell’ultima con un 9-0 (50-51, di Mordente il sorpasso) che riapre i giochi e mette un po’ di paura al pubblico napoletano. Solo apparentemente, perché la Eldo resta calma, e riparte sul 58-51 (35’) con due triple di Ellis, ancora una volta decisivo nei momenti topici. Nei restanti 5’ Napoli si fa sorpassare nuovamente con Zisis e una tripla di Goree e porta a casa il successo.

lunedì, gennaio 29, 2007

Un ultimo saluto per Barbaro

Equitazione: "Un saluto a Barbaro.".
Barbaro, il purosangue-campione che ha commosso l’America, ha perso la battaglia più importante: quella con la vita, durata più di otto mesi. La frattura multipla del posteriore destro subita dopo la partenza nelle Preakness Stakes di Baltimora del 20 maggio 2006, esattamente due settimane dopo il capolavoro nel Kentucky Derby di Louisville (la corsa che ferma l’America), alla fine gli è stata fatale e i medici del New Bolton Center di Kennet Square (Pennsylvania) non hanno potuto fare altro che praticargli l’eutanasia. "Eravamo arrivati a un punto di non ritorno - ha detto Roy Jackson, uno dei suoi proprietari -: il cavallo ormai soffriva troppo e non c’era un’altra strada da percorrere. Purtroppo, e lo dico ovviamente con la morte nel cuore, questa era la cosa più giusta da fare". La travagliata vicenda di Barbaro, iniziata il giorno dopo l’infortunio con la disperata operazione (placca più 27 viti) per salvargli la vita, in cui gli sono state ridotte le fratture con un intervento di quattro ore, è stata seguita con grande commozione dal popolo americano. Di fronte alla clinica veterinaria di Kennett Square, un continuo andirivieni di gente qualunque (tra cui moltissimi bambini) con mazzi di fiori e cartelli auguranti una pronta guarigione, ha incoraggiato il purosangue allenato da Michael Matz, arrivato imbattuto alla seconda tappa della triplice corona (Kentucky Derby, Preakness e Belmont Stakes) del galoppo Usa. I telegiornali hanno continuato a seguire i bollettini medici come fossero quelli di una star umana e, ovviamente, anche la notizia della morte ha avuto una grande risonanza. All’inizio di gennaio le condizioni di Barbaro sembravano in netto miglioramento, tanto che si parlava di una possibile dimissione dalla clinica. Per questo, la sua scomparsa, seppur inevitabile, fa ancora più male.

sabato, gennaio 27, 2007

E' tornata Serena

Tennis: "Serena sbanca gli Australian Open.".
Dopo l'assolo di Roger Federer e quello non meno sconcertante di Fernando Gonzalez, la Rod Laver Arena ha assistito allo show di Serena Williams che ha conquistato l'Open d'Australia massacrando l'incredula Maria Sharapova con un pesantissimo 6-1 6-2, maturato in una finale spietata durata appena 63 minuti. Il pronostico della vigilia pendeva decisamente dalla parte della siberiana dagli occhi di ghiaccio, ma sul campo è stata tutta un'altra storia. Serena ha impedito a Maria di entrare in palla, di mettere in atto il suo tennis così potente e aggressivo, cercando soluzioni rapide che ponessero fine allo scambio quanto prima. E lo ha fatto sia al servizio che alla risposta. In tutto il match Serena ha concesso una sola palla break, peraltro annullata con un ace, ha servito il 67% di prime palle ottenendo il 79% dei punti. E nei game di risposta non è stata da meno. Serena è volata sul 5-0, ha lasciato il game della bandiera a Maria dopo che la russa ha tentato di abbatterla con uno smash tirato al corpo. Ma Serena non è certo una che si fa intimidire; prima ha guardato Maria con gli occhi di chi sta per mangiarsi la preda, poi l'ha mandata sottovoce a quel paese e infine le ha rifilato un'altra serie di 5 giochi consecutivi fino al 4-0 del secondo set. A questo punto Maria era già cucinata a dovere, Serena le ha lasciato gli ultimi due turni di battuta prima di stramazzare al suolo e gustarsi nuovamente la vittoria in uno slam. Nella storia ultracentenaria di questo torneo, soltanto due finali avevano avuto un numero inferiore di game: quella del 1962 vinta da Margaret Smith su Jean Lehane per 6-0 6-2 e quella del 1994 vinta da Steffi Graf su Arantxa Sanchez per 6-0 6-2. Di contro si tratta della terza più pesante sconfitta di sempre per Maria Sharapova dopo il 6-0 6-0 subito nel 2005 a Indian Wells contro Lindsay Davenport e il 6-0 6-2 subito sempre a Indian Wells, ma nel 2002 quando la Sharapova aveva appena 14 anni, contro Monica Seles. Per la venticinquenne statunitense si tratta del terzo titolo all'Open d'Australia dopo le vittorie del 2003 sulla sorella Venus e del 2005 su Lindsay Davenport. Tutte le tre finali vinte qui da Serena, sono state giocate con il tetto della Rod Laver Arena chiuso per pioggia. La Williams tocca quota otto vittorie negli Slam (3 Open d'Australia, 2 Wimbledon, 2 Us Open e un Roland Garros) raggiungendo due mostri sacri come Suzanne Lenglen e Molla Mallory Bjurstedt. Serena, che aveva iniziato il torneo da numeri 81 del mondo (era stata anche n° 133 durante la scorsa estate), è la terza giocatrice con una classifica così bassa ad aver vinto una prova dello Slam; meglio di lei hanno fatto Evonne Goolagong che vinse l'Open d'Australia del dicembre 1977 senza avere ranking e Chris O'Neil che invece vinse a Melbourne nel 1978 da numero 111 del mondo. Ma nel ranking che verrà pubblicato lunedì, ritroveremo Serena Williams n° 14 e Maria Sharapova n° 1.

venerdì, gennaio 26, 2007

Ronaldo sempre più vicino al Milan.

Calcio: " Il Fenomeno passa le visite mediche.".

Sono terminati i test di Milan Lab per Ronaldo. "Nel pomeriggio Ronaldo ha svolto i test programmati a Milanello - si legge sul sito rossonero -, e alle 17.05 ha lasciato il centro sportivo di Carnago". Ronaldo questa mattina aveva effettuato le visitie mediche di routine nella cilinica "Le Betulle" di Appiano Gentile. Il centravanti brasiliano era accompagnato dall'ex rossonero Leonardo e verso le ore 11 è stato raggiunto da Jean-Pierre Meersemann, coordinatore sanitario di Milan Lab. All'uscita il Fenomeno ha rilasciato pochissime parole: "Come sono andate le visite? Bene, bene. È una bella emozione tornare a Milano. Non abbiamo finito ancora le visite. Mi auguro di essere presto un giocatore del Milan". Ronaldo in macchina ha proseguito per Milanello, dove è arrivato alle 13.30, su un'auto guidata da Leonardo. Il giocatore questa volta non ha rilasciato nessuna dichiarazione e, una volta all'interno, si è limitato a salutare col braccio alzato il piccolo manipolo di tifosi rossoneri che lo attendeva. Dopo avere pranzato con Carlo Ancelotti, Ronaldo si è sottoposto ai test. Lunedì l'attesa firma e la nuova avventura italiana.

Le Rivincite di Gilbert Arenas

Basket: "Arenas ha ancora sassolini da togliersi.".
Estate 2006: la nazionale statunitense si sta preparando per la trasferta iridata in Giappone. Dal gruppo dei candidati a vestire la casacca di Team Usa viene depennato il nome di Gilbert Arenas, ufficialmente alle prese con un guaio fisico anche se in realtà poco gradito allo staff tecnico. All'epoca una scelta che non destò polemica sia perché il carattere un po' vivace del giocatore poco si adattava alla disciplina dell'allenatore Mike Krzyzewski sia perché in pochi pensavano che l'ex Dream Team trovasse ostacoli nella corsa all'oro. Come andò a finire, con la Spagna sul gradino più alto del podio e la Grecia vincitrice sugli Stati Uniti in semifinale, se lo ricordano tutti. Ma soprattutto se lo ricorda Gilbert Arenas che considerò l'esclusione un affronto personale e che senza bisogno di legarsi un fazzoletto al dito ha deciso di vendicarsi dello staff tecnico. La prima vittima è stata Mike D'Antoni, uno dei vice in nazionale di coach K, che quando ha affrontato Arenas coi suoi Phoenix Suns si è visto rifilare la bellezza di 54 punti. Ora Arenas, un tipo che indossa il numero 0 per ricordare a tutti quanti minuti gli avevano pronosticato che avrebbe giocato al college con la maglia di Arizona, ora attende l'11 febbraio quando affronterà i Portland Trail Blazers di Nate McMillan, altro vice della nazionale: "Segnerò 50 punti" ha dichiarato e i bookmaker non se la sentono di quotare l'ipotesi contraria conoscendo la determinazione di Arenas. Ma "Agent Zero" è uno che non dimentica e in cima alla lista dei nemici tiene fisso il nome di Mike Krzyzewski, storico coach della Duke University: "Rinuncerei a un anno di carriera - ha scritto Arenas sul suo blog - per tornare al college e affrontare Duke. Quaranta minuti, con gli anelli del canestro morbidi segnerei 84 o 85 punti. Non passerei mai la palla, non ci penserei nemmeno. Sarebbe come un videogioco quando fai tirare sempre la stessa persona". Lo scorso anno Arenas fu escluso a sorpresa dall'All Star Game, salvo poi venire ripescato per sostituire un infortunato, quest'anno invece la grande rivincita: sarà, insieme a Dwyane Wade, titolare nell'Est dopo avere superato Vince Carter di 3010 voti nonostante due settimane fa fosse in svantaggio di ben 200.000 preferenze rispetto alla stella dei Nets. "I sogni diventano realtà - le parole di Gilbert - a prescindere da quel che dice la gente. Bisogna solo lavorare duro e le cose accadono, io ne sono la prova vivente".