giovedì, dicembre 28, 2006

Auguri di Buon Anno!!!!!!!!!!!!!!

Curiosità: "Un anno di Sport e tre mesi di Blog.".

Vi lascio con un filmato creato da me con il quale possiamo ricordare i momenti più belli e quelli più tristi del 2006. Il video si chiude con le immagini dei personaggi che a loro insaputa hanno partecipato a questo blog.


Tanti Auguri per un 2007 pieno di soddisfazioni da Ste.

lunedì, dicembre 25, 2006

Auguri!!!!!!!!!!!!!

Tanti Auguri di un felice Natale da Ste.

lunedì, dicembre 18, 2006

Alla faccia della precisione

Curiosità: "Alla faccia della precisione.".

Sappiamo che l'importante è rispettare le regole, ma forse questo arbitro esagera un pò.

Incredibile trionfo per l'Internacional

Calcio: "Mundialito per Club: Trionfa L'Internacional di Porto Alegre.".
Ecco dov’era finito Adriano... Già, si chiama proprio come l’interista il brasiliano che firma nel finale a Yokohama una delle più clamorose sorprese nella storia del calcio. L’Internacional batte il Barcellona, favorito extralarge del Mondiale per club, con una prestazione di grande cuore e saggezza tattica, sfruttando o probabilmente ispirando la serata di scarsissima creatività dei catalani, Ronaldinho in testa. Abel Braga mantiene la promessa di inventarsi qualcosa, ordinando ai suoi due attaccanti di giocare larghi per tenere bassi Zambrotta e Van Bronckhorst ed evitare di sparire nel triangolo delle Bermude composto da Motta, Marquez e Puyol. E’ una mossa intelligente, e Rijkaard ci mette un po’ a indicare la necessaria scalatura (un terzino avanza, un centrale lo rileva e Motta arretra a mantenere una coppia in mezzo) per liberare le sue forze esterne. Zambrotta soprattutto scende con grande continuità, arrivando tre volte al cross nel primo quarto d’ora (e al terzo giro la pericolosa girata di Gudjohnsen viene murata in corner da Fabiano Eller). L'ex juventino nella ripresa lascerà il posto a Belletti per un problema all'adduttore della gamba sinistra: resterà fuori per circa un mese. Il Barça cresce ma, marcato molto più fisicamente rispetto alla semifinale, dà la sensazione di essere svogliato perché gioca lento e in orizzontale, permettendo quindi alla difesa di schierarsi sempre in tempo. Viceversa l’Internacional, che sa di avere 5 possibilità su 100 di sfangarla, prova due o tre volte il suo lineare contropiede non arrivando mai a infastidire Valdes, ma offrendo comunque un’impressione di (potenziale) pericolosità. Senza esagerare, perché pur giocando moscio è comunque il Barcellona a sfiorare il vantaggio al 19’ (botta di Van Bronckhorst dalla distanza, e sulla respinta di Clemer Ronaldinho non trova la porta), al 26’ (diagonale alto di Gudjohnsen da buona posizione ) e al 36’ (rasoterra di Ronaldinho appena fuori).
Arrivato in piedi all’intervallo, e tutto sommato senza nemmeno una faccia così, l’Internacional affronta ringalluzzito la ripresa immettendo dopo un po’ il razzente Luiz Adriano al posto dell’esausto (e comunque ancora positivo) Alexandre Pato. Non basta: sopravvissuto anche a una percussione di Xavi, che Rijkaard ha inserito cercando col lanternino un po’ di gioco, Braga toglie Fernandao a favore di un’altra freccia offensiva, Adriano. Ed è lui a risolvergli la partita — e la carriera — tesaurizzando al 36’ il contropiede condotto da Iarley. L’incredibile è servito, Ronaldinho prova a esorcizzarlo ma la punizione gli riesce un filo esterna e l’assist a Iniesta appena lungo. Quando si parla di Mondiale, non è proprio il suo anno.

Al Mezzogiorno di Fuoco sopravvive la Snaidero

Basket: "Al Mezzogiorno di Fuoco sopravvive la Snaidero.".
Bella Snaidero nell'anticipo del mezzogiorno della dodicesima giornata d'andata. La difesa degli arancione strangola una Montepaschi Siena troppo sonnacchiosa e forse intontita dall'orario insolito dell'incontro, disputato davanti alle telecamere di Sky: il match comincia con un episodio insolito, ovvero il malfunzionamento del cronometro dei 24 secondi, che costringerà per tutta la gara il tavolo a mostrare gli antichi "cartelloni" con il tempo rimanente per andare al tiro. Si comincia con azioni piuttosto confuse sia da una parte che dall'altra, ma il primo scatto è della Snaidero, che si porta sul 13-7 grazie ad una conclusione da tre punti di Silvio Gigena: il "gaucho" di Pancotto vive come al solito d'intensità e, insieme ad un concreto Jacob Jaacks (14 e 15 rimbalzi in 24 minuti) è il protagonista del primo quarto. Il lungo friulano sfrutta le distrazioni difensive di Lonny Baxter nell'area pitturata: l'americano di Siena usa bene il fisico in attacco, ma non fa altrettanto in difesa, anche se gli ospiti si riavvicinano con un paio di contropiedi (16-12). Siena fatica a pungere anche perchè Kaukenas (solo 4 punti e due tiri in tutto il primo tempo) viene contenuto molto bene dagli esterni di Pancotto. La Snaidero lotta e la tripla di O'Bannon regala il più sette (23-16) all'inizio del secondo periodo. Siena, però, ha un Lonny Baxter (11 punti, 6 rimbalzi e 3 recuperi) produttivo vicino a canestro e si riporta a contatto: coach Pancotto decide di far entrare Jerome Allen e schierarlo a fianco di Valters nel quintetto con il doppio regista. La soluzione sembra pagare, dal momento che con la tripla del buon Jerome la Snaidero ritorna a più otto (28-20) dopo quattro minuti: Da Tome ha un sussulto con sei punti nel secondo periodo e Siena cerca di arginare la vivacità di Udine schierando una front-line con Sato ala piccola e la coppia di lunghi Stonerook-Eze. Il cronometro malfunzionante influenza gli attacchi di ambo le formazioni, che faticano parecchio a trovare i ritmi e finiscono spesso per cercare soluzioni disperate: Da Tome, con un gioco da 3 punti, porta Siena a meno cinque (35-30), poi la Snaidero va al riposo sul 39-30. Si ritorna in campo e Udine propone un quintetto tradizionale con Allen, O'Bannon, Gigena, Williams e Jaacks: un palleggio-arresto e tiro di Forte ed un Baxter da 11 punti in 13 minuti rimettono le cose in discussione e Siena infligge un mini-parziale di 0-6 ai locali. La squadra toscana vive i momenti migliori quando può scatenarsi in campo aperto e Kaukenas riesce a sbloccarsi parzialmente nonostante la buona guardia di Gigena. Pancotto rimette in campo Valters per pressare un ottimo McIntyre (3/3 da due, 2/6 da tre, 7/7 ai liberi, 3 recuperi e 2 assist) ed i padroni di casa effettuano un break. Di Giuliomaria lotta sotto canestro e ricaccia la palla in gola a Joe Forte, colpevole di essere andato in penetrazione con troppa leggerezza. L'appena citata stoppata del lungo romano dà la carica al PalaCarnera, mentre una tripla di Allen fa segnare 46-39 a meno quattro e mezzo dalla terza sirena. Dopo diversi errori è Sato a mettere la bomba del 48-42, ma Udine ha in mano le redini dell'incontro: Allen attacca Mc Intyre cercando di usare il fisico e segna un tiro da tre in transizione sul assist di Valters. La Snaidero va avanti 53-42, poi il finale di quarto è di Michele Antonutti, che con quattro punti e un recupero aiuta i suoi ad allungare sul +14. Siena cicca troppo al tiro e Udine riesce a scollinare il ventello di margine dopo una schiacciata di Jaacks ed una tripla di Antonutti: sul 67-46 a sei minuti dalla fine la Snaidero comincia a giocare con il cronometro. Mc Intyre cerca di risvegliare i suoi con triple e tiri liberi a segno ma serve a poco, dal momento che il piccolo regista di Pianigiani è praticamente solo contro l'intera squadra di Udine. L'unico canestro dell'ex Carraretto sigla il 77-68 e sembra riaprire l'incontro quando però manca troppo poco alla fine: Siena non fa fallo e preferisce difendere, ma la Snaidero gestisce bene il finale e vince 78-69.
Articolo redatto da Ale M.

sabato, dicembre 16, 2006

Punto Ferrari

Formula 1: "Punto Ferrari.".

Due protagonisti con i colori Ferrari. Uno che sulle piste c’è da tempo, l’altro che inizierà a farsi valere tra pochissimo. Stefano Domenicali e Mario Almondo, rispettivamente direttore sportivo e tecnico della Rossa si sono lasciati andare ad una chiacchierata che i tifosi hanno mostrato di apprezzare con domande curiose e pertinenti, dal punto di vista tecnico e anche umano. A partire da Kimi Raikkonen, nuovo arrivo al posto di Schumi.
Raikkonen - "Kimi è già venuto a Maranello un paio di volte — ha detto Domenicali —. Ha le idee chiare, sa quello che vuole e parla quando è ora. Oltre a valorizzare le sue doti, tecniche e di velocità, integrandolo con la squadra cercheremo di farlo sorridere di più". Almondo ha poi svelato un dettaglio sul "pensionato di lusso" Michael: "Parteciperà attivamente alle nostre decisioni tecniche. Già da questi test gli inviamo la telemetria delle vetture in pista. Ma lo faremo anche in occasione dei GP del Mondiale in cui non sarà in circuito. Da casa ci seguirà e interverrà insieme agli altri".
Obiettivi - Di sicuro, nonostante le partenze di Schumacher e Ros Brawn, resta una Ferrari ambiziosissima. "Vogliamo vincere e farlo da subito — hanno spiegato Almondo e Domenicali in coro — per questo stiamo lavorando molto nei test e non solo. Con la monogomma Bridgestone ripartiamo tutti da zero e non è semplice. Usare da anni pneumatici giapponesi non è un vantaggio. Lo diventerà solo per il fatto di conoscere i loro tecnici e ingegneri, perché vincerà chi saprà reagire meglio alle difficoltà che si presenteranno con le coperture". Che potrebbero anche essere colorate: "Sì, per regolamento sarà obbligatorio usare in gara anche la mescola non scelta in qualifica. E la spalla sarà colorata". Pare di rosso. Buon auspicio per il 2007?

giovedì, dicembre 14, 2006

Il Mago incanta e salva Toronto

Basket: "Il Mago incanta e salva Toronto.".

Adesso anche gli scettici dovranno ricredersi. Andrea Bargnani gioca da prima scelta assoluta a Orlando, si mette i panni del "Mago" e trascina Toronto al successo disputando una signora partita. Una serata da ricordare, che in pochi avrebbero immaginato potesse arrivare così presto. Ma i rapidi progressi di Bargnani oramai sono sotto gli occhi di tutti. Se ne accorge anche coach Mitchell che non solo lo fa rimanere sul parquet nei momenti importanti del match ma gli affida anche responsabilità offensive da giocatore di primissimo piano. I Raptors così mettono nel dimenticatoio la striscia di quattro sconfitte consecutive e battono i Magic 91-84. Andrea, nonostante l’assenza di Chris Bosh, non parte in quintetto (Mitchell preferisce affidarsi a Joey Graham) ma l’azzurro impugna la bacchetta magica proprio nel momento più importante della gara. Bargnani entra a 6’33" dalla fine del primo quarto e si fa subito notare andando in lunetta (2/2) dopo soli nove secondi. Non è che l’inizio per l’azzurro che, ben imbeccato da TJ Ford, trova il canestro con una perentoria schiacciata, poi prima della fine della frazione realizza dalla media distanza. Andrea è caldo e all’inizio del secondo quarto porta i Raptors al +10 (30-20) con un altro bel canestro dal perimetro. Poi torna in panchina, a 4’01" dal riposo, ma all’intervallo è comunque, con otto punti a referto, il miglior realizzatore della squadra ospite. Il bello però deve ancora venire. Bargnani torna in campo a 4’00 dalla fine del terzo periodo e va a segno dalla lunga distanza. Il momento migliore del Mago arriva pochi minuti più tardi. All’inizio dell’ultimo quarto, infatti, l’ex-Benetton permette ai Raptors di piazzare lo sprint realizzando tre triple consecutive, una delle quali da distanza siderale. Toronto arriva al +10 (74-64 a 8’34"’ dalla sirena) ma i Magic non ci stanno e con un parziale di 8-2 tornano sotto (76-72). No problem, perchè Andrea infila la sua quarta tripla della frazione e rimette la squadra della Florida a distanza di sicurezza. Toronto così porta a casa un successo importante e ringrazia le magie del cestista italiano. "Ho realizzato canestri importanti - commenta Andrea -: a volte i tiri entrano, altre volte invece no. Io però ho ancora tanto da imparare". Ma l’ex bolognese Rasho Nesterovic lo consacra già. "Andrea ha realizzato canestri fondamentali e ci ha salvati - dice il lungo sloveno -, non è facile arrivare dall’Europa ed essere la prima scelta assoluta, diamo tempo a Bargnani e lui diventerà uno dei migliori giocatori della Nba". L’azzurro di Toronto, che ha così battuto il record di Enzo Esposito (18 punti contro i Knicks al Madison Square Garden), chiude la sua magica serata di Orlando con 23 punti (3/8 da due, 5/8 da tre e 2/2 dalla lunetta), sei rimbalzi, due stoppate e tre falli a carico in 30’.

lunedì, dicembre 11, 2006

Ecco dove Clark Kent passa il suo tempo...

Curiosità: "Ecco dove Clark Kent passa il suo tempo libero quando non è Superman...".

Ce lo siamo sempre chiesti: "Cosa fa Clark Kent quando non è Superman? Ecco la risposta.
A voi una raccolta delle migliori parate...godetevi il filmato.

Delio Rossi parla del derby

Calcio: "Delio Rossi parla del derby.".
"Grande concentrazione, grande rigore tattico e molta abnegazione. Tutto unito a della qualità, perché ieri abbiamo fatto una partita di grande qualità". Intervenendo a Radio anch'io Sport, Delio Rossi riassume così le mosse vincenti della Lazio che si è imposta nel derby per 3-0: "Ho puntato più che altro a inaridire le loro fonti di gioco, i due centrocampisti centrali che sono molto bravi ad innescare i giocatori sulle fasce. I miei tre davanti sono stati molto bravi a bloccarli. Nel momento in cui il pallone ce l'hanno gli altri, tutti devono mettersi a disposizione. Questo deve essere lo spirito. Sulla carta la Roma è molto più forte di noi, ci voleva una grande Lazio per vincere".
Una vittoria festeggiata con un tuffo nella fontana del Gianicolo. "Era un fatto privato, mi dispiace che qualcuno se lo sia venduto ed è diventato un fatto mediatico. Era un voto. L'acqua era fredda". Sull'estemporaneo festeggiamento è intervenuto anche il senatore a vita Giulio Andreotti, noto tifoso romanista: " Delio Rossi è una persona seria, non un esibizionista. Dal suo punto di vista ha fatto bene, ha scaricato anche la tensione". Calda, invece, è la passione di Rossi per la Lazio. "Ma io in tutte le squadre sono così. Mi devo sentire coinvolto emotivamente per dare il massimo. L'ho fatto in altre squadre, non vedo perché non avrei dovuto farlo alla Lazio". Roma col dubbio Totti fino all'ultimo, Rossi era sicuro che avrebbe giocato: "Mi aspettavo quella formazione lì, perché credo che in questo momento sia la formazione migliore della Roma e il derby si gioca con la formazione migliore. Totti è un grande giocatore ma credo che ci sia stato molto della Lazio se lui non ha fatto una grandissima partita".
Il capitano giallorosso ha detto di non essersi sentito tutelato. "Io ricordo Maradona, era un campione anche negli atteggiamenti - ribatte Rossi - e quando prendeva un fallo si rialzava. Quando sei un campione è normale che tutte le maniere siano lecite per fermarti. Essere un campione comporta anche degli oneri superiori".
Perrotta si è lamentato per qualcosa che Rossi gli avrebbe detto a fine partita. Il tecnico laziale nega: "Molto probabilmente ha sentito cose che gli hanno riportato, io con lui non ho parlato. Ho parlato con dei dirigenti della Roma a fine partita, ho detto che secondo me erano stati eccessivi con le loro manifestazioni d'esultanza in casa nostra lo scorso anno. Perrotta ha travisato. Io sono una persona che ha grandissimo rispetto per gli altri, ma voglio anche essere rispettato. Gli ho solo ricordato che bisogna avere misura quando si vince".
Ma senza penalizzazione la Lazio avrebbe potuto lottare anche per lo scudetto? "No, non avremmo potuto. Ci sono sulla carta squadre più forti di noi. La Champions? A me non costa niente dire 'puntiamo allo scudetto', 'andiamo in Champions League'. Per me una squadra deve avere degli obiettivi, però l'importante non è dichiarali ma centrarli".

domenica, dicembre 10, 2006

Ancora oro per Filippo Magnini e Alessia Filippi

Nuoto: "Ancora oro per Filippo Magnini ed Alessia Filippi.".
Quattro ori, uno in più della straordinaria edizione 2005 di Trieste, terzo posto nel medagliere in una fase della preparazione dominata dal pensiero dei Mondiali in lunga di Melbourne a marzo. L’Italia rimane tra le grandi potenze europee in vasca corta e mette in vetrina due campioni che abbagliano per acquaticità e talento. Filippo Magnini non è certo da scoprire ed Helsinki lo restituisce in una dimensione quasi leggendaria: dopo i 100 sl di ieri, SuperPippo concede il bis nei 200 (come a Trieste) con una condotta di gara degna dei campionissimi della distanza, per lui sempre un po’ indigesta. Passaggio controllato in 51"03, ritorno in 51"49 per un 1’42"54 che migliora di 35/100 il primato italiano di un anno fa.
Una prestazione fantastica per forza e intelligenza, cui ha dovuto inchinarsi anche Rosolino, ormai da un anno compagno di allenamenti e di podio. Massimiliano, nonostante le fatiche natatorie e televisive, ha mostrato il solito carattere da leone, chiudendo in 1’44"17 e respingendo il polacco Korzeniowski. Una coppia delle meraviglie che proietta fasci di luce intensa sulla strada verso i prossimi Mondiali, dove arriverà da protagonista assoluta anche Alessia Filippi, regina europea indiscussa dei 400 misti.
Dopo l’oro estivo in lunga, la romana si è ripetuta pure in vasca corta con due fantastiche frazioni iniziali a delfino e dorso, prima di cedere leggermente a rana ma di riprendersi con forza a stile libero, per timbrare in 4’31"58 che polverizza di 1"90 il fresco record di Viareggio e la inserisce al sesto posto mondiale e terzo europeo di sempre. L’Europeo finlandese segna anche il recupero ad alti livelli di Paolo Bossini dopo un paio di stagio
ni d’ombra: il ranista bresciano è andato a prendersi d’orgoglio il bronzo dei 200 rana a passo di primato italiano (2’07"13), tempo che non otteneva da due anni. Bentornato nel club dei grandi.

sabato, dicembre 09, 2006

Trovato morto Alberto D'Aguanno

Calcio: "Trovato morto Alberto D'Aguanno.".

MILANO, 9 dicembre 2006 - Alberto D'Aguanno, volto noto del giornalismo sportivo televisivo, inviato di Mediaset Sport, è stato trovato morto nella sua abitazione di Monza. Aveva 42 anni. Secondo le prime informazioni, D'Aguanno è stato stroncato da un malore che lo ha colto nel sonno.
Una morte improvvisa, come quella - ricordano i colleghi - che diversi anni fa aveva colto suo fratello e della quale sembra non avesse avuto alcun segnale premonitore in questi giorni.
Alberto D'Aguanno era solo in casa: la moglie Monica Gasparini, giornalista conduttrice di Studio Aperto su Italia 1, era dai parenti a Brescia con i due figli, l'ultimo nato circa un mese fa. D'Aguanno, nato a Roma, era inviato di Mediaset sport sulla Nazionale di calcio e sui principali avvenimenti calcistici.
La sua passione per il calcio si esprimeva, tra l'altro, anche in diverse attività a carattere benefico, come la nazionale "Inviati della solidarietà", della quale faceva parte assieme a diversi altri giornalisti.

venerdì, dicembre 08, 2006

La testata a giudizio in tribunale

Curiosità: "La testata a giudizio in tribunale.".

Questa immagine ci ricorda uno degli eventi più lieti della nostra vita, ma è incredibile lo strascico di polemiche che questo gesto di Zidane verso Marco Materazzi si porta dietro. L'espulsione di Zinedine Zidane alla finale dei Mondiali 2006 è stata contestata oggi davanti al tribunale di Parigi dall'avvocato francese Mehana Mouhou, che ha chiesto un'inchiesta per appurare se la decisione sia stata presa dopo aver esaminato un filmato. Mouhou - che presiede il Collettivo nazionale per la verità sulla finale dei Mondiale 2006 -, nell'ottobre scorso, aveva citato in giudizio per direttissima la Fifa e la Federazione francese per l'espulsione di Zidane. Secondo il Collettivo l'espulsione sarebbe irregolare perché il quarto arbitro avrebbe visto la scena della testata solo attraverso il video, il cui uso non è consentito nel calcio. La decisione del giudice circa la ricevibilità della richiesta di Mouhou è attesa per il 15 dicembre. Le probabilità sarebbero tuttavia scarse perché secondo l'avvocato sportivo, Christian Chevalier, l'esclusione del giocatore è una "decisione arbitrale e dipende solo da istanze sportive".

giovedì, dicembre 07, 2006

Calcio: "Venerdì scatta il sorteggio degli ottavi di Champions.".
4 inglesi (Chelsea, Liverpool, Manchester Utd, Arsenal); 3 spagnole (Real Madrid, Barcellona, Valencia); 3 italiane (Milan, Inter, Roma). E manca, ma per motivi "speciali", la Juve. 2 francesi (Lione più Lilla); 1 tedesca (Bayern), 1 olandese (Psv), 1 portoghese (Porto), 1 scozzese (Celtic).Queste saranno le 16 squadre a contendersi la Uefa Champions League 06/07.Guarda un po’, gli stessi 8 campionati della stagione scorsa: in Europa si muove poco, l’Est scompare, Grecia e Turchia restano alla finestra. Ma soltanto il Lione potrà opporsi al monopolio dei tre grandi tornei europei.
Sorteggio - Il sorteggio si svolgerà il 15 dicembre a Nyon (assieme a quello dei sedicesimi di coppa Uefa). Solita formula consolidata: 1) le prime degli 8 gruppi (teste di serie) saranno accoppiate alle 8 seconde; 2) non possono affrontarsi prime e seconde dello stesso girone (impossibile Bayern-Inter, per esempio); 3) le prime giocano in casa le gare di ritorno; 4) sono vietati i derby, ammessi soltanto dai quarti di finale.
Favorite - Mai come in questa stagione la Champions — ormai alla 14ª edizione — è sembrata così equilibrata. Non si vede la squadra imbattibile. Il Barcellona è la più spettacolare, ma ha dovuto attendere l’ultimo turno per qualificarsi (cedendo il primato al più cinico Chelsea). Il Real fa paura più che altro per il nome: ma non conquista le semifinali dal 2003 e inoltre, con Capello in panchina, sembra costruito più per la Liga che per l’Europa. L’ultima semifinale del Manchester United risale al 2002, l’Arsenal non è quello finalista (a sorpresa) l’anno scorso.
Occasione Lione - Insomma: potrebbe essere la stagione del Lione che, da tre edizioni, si ferma ai quarti ma sembra ormai pronto per la grande impresa tipo Marsiglia ’91. La squadra gioca a memoria, Juninho e Tiago sono una sicurezza, Carew segna ma, soprattutto, il discorso campionato è già chiuso. Sai che risparmio d’energie.
Milan - Il primo posto conquistato in anticipo offre
un sorteggio abbastanza agevole. O almeno: da evitare assolutamente c’è soltanto il Barcellona finito al 2° posto. Poi il Real, ma non è che in Europa finora abbia convinto. Porto e Psv sono abbordabili, il Celtic un sogno. Ma forse il vero rivale del Milan è il Milan stesso: se a marzo testa, gambe (e infortuni) saranno diversi, l’esperienza potrebbe contare.
Inter e Roma -
Molto più complicato per Inter e Roma: Mancini e Spalletti hanno davvero poca scelta. Chelsea e Lione sono il meglio che c’è in giro (con il Barça); Manchester e Arsenal non sono forse all’altezza di bei tempi, ma con loro si rischia. All’Inter restano Valencia (che suscita bei ricordi) e Liverpool (non più quello di Istanbul). Per la Roma c’è l’ostacolo Bayern.

martedì, dicembre 05, 2006

Diramati i nomi dei sospetti per il caso CalcioScommesse

Calcio: "Diramati i nomi dei sospetti per il caso CalcioScommesse.".

Centosessantamila euro di scoperto sul conto corrente. A tanto ammontava il "rosso" di Vincenzo Sommese il 31 dicembre 2004. Sommese ha 30 anni, gioca come ala destra nel Mantova (serie B) e sul campo se la cava piuttosto bene. Fuori no, ha qualche problema. Ama scommettere e dilapida quattrini.
"Sembrerebbe che anche compagni di squadra (Scarchilli) prestino denaro a Sommese, la cui posizione offre valutazioni di natura extra giudiziaria, su profili di natura squisitamente patologica delle persone sfortunatamente coinvolte in attività di gioco d’azzardo»: così scrivono i tenaci investigatori della Guardia di Finanza di Udine che, guidati da Lorenzo Del Giudice, pm della Procura della città friulana, hanno chiuso l’inchiesta su un maxi giro di scommesse non autorizzate in cui sono implicati 21 calciatori (in attività e non). Le peripezie finanziarie di Sommese sono emblematiche di un certo andazzo. Ricchi e acclamati, gli eroi degli stadi amano complicarsi la vita con vizietti pericolosi.
GLI INDAGATI
Ecco i 21 calciatori inquisiti a Udine: Abeijon (Atalanta), Bia (ex Bologna, Inter e Napoli), Bordin (ex Napoli), Di Michele (Palermo), Ferrante (Pescara), Fresi (ex Inter), Gregori (ex Udinese e Verona), Iaquinta (Udinese), Jankulovski (Milan), Kalac (Milan), T. Manfredini (Bologna), Margiotta (Frosinone), Pierini (ex Udinese), Pineda (ex Udinese), Pinzi (Udinese), Scarlato (Spezia), Schwoch (Vicenza), Sgrigna (Vicenza), Sommese (Mantova), Sosa (Napoli), Walem (ex Udinese). Le squadre sono quelle attuali, ma il reato è riferito ad anni precedenti.
I REATI Buona parte dei ventuno sta per ricevere l’avviso di chiusura indagini con due notizie di reato: violazione della legge 401/’89 per aver partecipato a "scommesse, giochi e concorsi a pronostici abusivamente raccolti e gestiti"; effettuazione di operazioni bancarie "con modalità elusive della normativa anti-riciclaggio". I magnifici ventuno non andranno in galera. I più sceglieranno di patteggiare e godranno dei benefici di legge. Pene miti, ma fedine macchiate.
L’EDICOLA MAGICA
Nel centro di Udine, in piazza San Giacomo, prospera un’edicola. La mandano avanti Armando Zamparo e la sua compagna, T.S., e il gabbiotto è munito di fax e computer. Zamparo è giornalaio speciale. S’intende di finanza, ha innumerevoli conti correnti e movimenta soldi. Milioni di euro. "Ci sa fare", spiegano i tosti finanzieri friulani, che da tempo monitorano le acrobazie bancarie dello Zamparo. Diverse persone affidano i propri soldi all’Armando anziché a un promotore autorizzato. Perché? Il denaro non è tutto uguale, c’è quello "ufficiale" e c’è quello "ufficioso", e sembra che l’edicolante sappia come rendere ufficiale un euro ufficioso. Zamparo ha diversi collaboratori: anomale somme transitavano persino sul conto di un condominio.
COLLETTORE
Zamparo offre poi altri servizi: raccoglie soldi per scommesse e giochi d’azzardo; fa da tramite con società del settore; procura codici e password; accredita somme per conto terzi sui conti on line presso siti specializzati in giochi d’azzardo. Per capirci: i 21 calciatori sono finiti nella rete perché intrattenevano frequenti rapporti telefonici o via e-mail con Zamparo e perché gli versavano il denaro delle giocate. In parte erano "dazioni" in contanti, in parte i quattrini viaggiavano attraverso bonifici e assegni (ecco perché sono stati smascherati). Del cash non v’è certezza, però, per avere un’idea dei volumi, si sappia che uno dei 21 calcio-indagati un giorno prelevò 30 mila euro dal proprio conto e non certo per devolverli in beneficenza.
CONNIVENZE E TRASPARENZA
Eurobet è la società di scommesse più gettonata da Zamparo e dai suoi "assistiti". Zamparo non rappresenta per Eurobet un semplice cliente o procacciatore di scommettitori. Lo provano gli stretti rapporti con due funzionari di Eurobet Italia e il fatto che l’edicolante abbia accesso ad aree riservate dei siti della società inglese. In ballo c’è la trasparenza del banco, a questo punto Eurobet dovrebbe fare chiarezza per tutelare se stessa. Come? Mostrando tutte le scommesse dei singoli calciatori implicati (quanto affiorato è minima parte). E’ appurato che Di Michele, Margiotta e Sommese puntavano su partite del calcio italiano e a volte delle proprie squadre. Si prenda Di Michele che il 19 febbraio 2005 compilò una "schedina" di scommesse in cui figurava Udinese-Inter 1-1, gara disputata sul campo da Di Michele medesimo.
CATTIVI ODORI
Diciamola tutta: si sospetta che sullo sfondo ci siano partite taroccate. Gli inquirenti di Udine sono attratti in particolare da due scommesse vincenti reperite nel giro dell’edicolante: quella sul pari di Reggina-Bologna 1-1 dell’8 maggio 2005 e quella su un tris di pareggi del 22 aprile 2006 (Ascoli-Cagliari 2-2; Parma-Siena 1-1; Udinese-Chievo 1-1). La prima giocata risulta effettuata da tale "Valle Maria", che si ritiene essere uno pseudonimo, e impressionano le cifre: 100 mila euro di puntata e 40 mila di guadagno. La seconda (terno di X: 10 mila giocati, 80 mila e 300 di «plusvalenza») è di paternità ancora più incerta. Deduzione sul mago di Reggina-Bologna: non si rischiano 100 mila euro in un colpo se non si è sicuri dell’esito. "Valle Maria" - a proposito: in Italia ci sono circa 2.400 donne con queste generalità - potrebbe essere un addetto ai lavori, uno dei 21 calcio-indagati di Udine informato di certi accordi. Scommesse abusive e frode sportiva, il confine è sottile.

domenica, dicembre 03, 2006

A Beaver Creek trionfa Blardone

Sci: "A Beaver Creek trionfa Blardone.".
Massimiliano Blardone, 27 anni, ha vinto il gigante maschile di coppa del Mondo disputato a Beaver Creek. Blardone ha chiuso in 2'27"88, davanti al norvegese Aksel Lund Svindal, staccato di 4 centesimi. Terzo lo statunitense Ted Ligety, a 7 centesimi. Sesto Simoncelli. Grande prestazione degli azzurri: in 4 tra i primi 15. Giorgio Rocca si è piazzato 13° e Alessandro Roberto 15°. Per Blardone si tratta del terzo successo in carriera in Coppa del Mondo: aveva vinto due giganti nel 2005, ad Adelboden l'11 gennaio e in Alta Badia il 18 dicembre. L'americano Bode Miller, ieri vincitore della libera, in testa dopo la prima manche, ha sbagliato nella seconda finendo dodicesimo a 1"11.
Per Blardone si tratta di una vittoria con dedica, dopo una promessa fatta qualche tempo fa all'amico imprenditore Silvan Arnold: "Sta passando un momento molto difficile della sua vita, dopo aver perso una figlia in un incidente stradale - spiega l'azzurro - ci eravamo parlati e gli avevo promesso che avrei dedicato alla sua famiglia una vittoria in Coppa del Mondo. Oggi è successo e sono fiero di poter mantenere la mia promessa: gliela dedico col cuore". Sulla pista di Beaver Creek l'azzurro è stato impeccabile: "Nella seconda ero lanciatissimo- racconta a fine gara- sono arrivato lungo su quella porta che avevo deciso di tagliare per prendere velocità. A quel punto avevo due possibilità, o uscire o lasciar correre gli sci. Ho scelto la seconda prendendo un bel rischio, ma alla fine ne è valsa la pena".

venerdì, dicembre 01, 2006

Ahhh, i professionisti...

Curiosità: "Ahhh, i professionisti...".
Beh, visto che è il loro lavoro, immaginatevi cosa combinerebbero dei muratori o degli idraulici così...altro che terremoti e uragani!!!

The right side of life...Godetevi il filmato!!! (Questo argomento è dedicato a A.M. per il suo compleanno.)

mercoledì, novembre 29, 2006

L'Italia saluta il Mondiale

Pallavolo: "L'Italia saluta il Mondiale.".

Con la vittoria per 3-1 del Brasile sulle riserve della Bulgaria si è completato il quadro delle semifinaliste per le medaglie del Mondiale 2006. L'Italia per la seconda volta consecutiva resta esclusa dal giro delle medaglie e sabato e domenica dovrà vedersela con Francia, Giappone e Russia per cercare di confermare il quinto posto conquistato dalla Nazionale di Anastasi 4 anni fa in Argentina. La gara in programma alle 10 italiane con i francesi servirà solamente per stabilire l'avversario che gli azzurri troveranno in semifinale (Russia o Giappone). A lottare per l'oro invece saranno Brasile (che ha vinto il girone), Bulgaria, e dall'altra parte del tabellone Polonia e Serbia e Montenegro. Gli accoppiamenti verranno stabiliti in base al risultato dello scontro diretto del girone di Sendai.

martedì, novembre 28, 2006

Cannavaro nuovo Pallone d'Oro




Calcio: "Cannavaro nuovo Pallone d'Oro.".

PARIGI, 27 novembre 2006 - Ora anche l'ultimo velo è caduto. Fabio Cannavaro è il Pallone d'Oro 2006. Lo ha annunciato France Football, il periodico francese che organizza il premio.
Il difensore napoletano, 33 anni, con 173 punti ha preceduto in classifica l'amico Gigi Buffon (124) e l'attaccante francese dell'Arsenal Thierry Henry (121). Il premio gli è stato
consegnato da Monica Bellucci che da anni vive in Francia. "L'ho saputo quando ero in Nazionale. Sono venuti a comunicarmelo e io ho pensato: 'Ecco, ci risiamo, sono di nuovo su Scherzi a parte. Vincere la coppa del Mondo è stato meraviglioso, ma questa proprio non me l'aspettavo. Lo dedico a mia moglie Daniela. Voglio portare questo trofeo anche a Napoli - ha detto oggi a Parigi - perché è una città che attraversa un momento un po' particolare. E voglio dire ai bambini napoletani di credere ai sogni perché i sogni si possono avverare, come è stato per me". Il campione del mondo ha poi diviso il riconoscimento: "Ringrazio i miei compagni della Nazionale, il Real Madrid e la Juventus. Hanno avuto un ruolo importante. "È un premio che vale doppio, perché è raro che vinca un difensore. Ha un sapore particolare. Un pensiero anche a Gigi Buffon: "Mi dispiace essermi giocato questo premio con lui che è un amico oltre che un campione. Lui non è il migliore fra i portieri, è un fuori categoria. Con lui abbiamo condiviso tutto, ed è incredibile che un difensore e un portiere della stessa squadra siano ai primi due posti di questa classifica".


lunedì, novembre 27, 2006

La Haka

Curiosità: "La Haka.".
La Haka è la danza tipica del popolo Maori, l'etnia tipica della Nuova Zelanda, spesso considerata semplicemente, ma erroneamente, una danza di guerra, e resa celebre, nello stile della Ka Mate, dagli All Blacks, la nazionale di rugby neozelandese. La Haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi... tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l'esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole. È disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l'espressione della passione, del vigore e dell'identità della razza. È, al suo meglio, un messaggio dell'anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti. È dunque una danza che esprime il sentimento interiore di chi la esegue, e può avere molteplici significati. Non si tratta, infatti, solo di una danza di guerra o intimidatoria, come è erroneamente considerata spesso, ma può voler anche essere una manifestazione di gioia, di dolore, una via di espressione libera che lascia a chi la esegue momenti di libertà nei movimenti. È comunque un rituale impressionante, come si può ben vedere dall'esibizione degli All Blacks: si roteano e si spalancano gli occhi, si digrignano i denti, si mostra la lingua, ci si batte violentemente il petto e gli avambracci, si dà quindi un saggio di potenza e coraggio, che si ricollega allo spirito guerriero dei Maori.Prima della danza vera e propria, colui che guida la danza urla ai compagni un ritornello di incitamento, ruolo che nel caso degli All Blacks spetta a giocatore di sangue maori più anziano e non, come talvolta viene erroneamente riportato, al capitano della squadra. Le parole servono non solo ad incitare chi si appresta ad eseguire il ballo, ma anche a ricordare loro il comportamento da tenere nel corso della danza. Spesso il tono in cui viene urlato il ritornello, che è poi lo stesso tenuto nel corso di tutta l'esibizione, è aggressivo, feroce e brutale, destinato a caricare il gruppo ancora di più.

sabato, novembre 25, 2006

McGrady si esibisce ne "I miei ultimi 35 sec..."

Basket: McGrady ne "I miei ultimi 35 sec...".
Mancano 58.1 sec alla fine della partita e state perdendo 74 a 64. Ne mancano 36.7 e il punteggio è di 76 a 68. Cosa pensate? 8 punti, poco più di 35 sec...è finita...che ci sto a fare sul parquet.
Ora però entra in scena Tracy McGrady.
Guardate cosa è riuscito a combinare in 35 sec.

venerdì, novembre 24, 2006

Il ritorno di Alex

Formula 1: "Il ritorno di Alex.".

C'era il sole. Nel cielo spagnolo, ma anche sulla faccia di Alex Zanardi. Che oggi a Valencia, un giorno prima del previsto, è tornato a guidare una F.1 cinque anni dopo l'incidente del Lausitzring in cui perse le gambe. Tre giri, solo per controllare che tutto funzionasse alla perfezione sulla Bmw-Sauber. Questione di minuti, ma sono stati minuti intensi ed emozionanti. "E' stato bellissimo", ha detto Alex una volta sceso dalla macchina. Domani, contrariamente al programma, il bolognese non gira. Il test vero e proprio inizierà sabato.
Alex è sceso in pista nel pomeriggio montando gomme da bagnato, in modo da non sprecare treni di pneumatici più performanti. Ma ha subito tirato, cercando il limite. Tanto che i tecnici del team sono rimasti piuttosto impressionati dalla sicurezza e tranquillità nel girare. E si sono messi subito a lavorare per le modifiche ad acceleratore e sterzo che possano consentire ad Alex di girare in modo ancor più competitivo. "In curva devo staccare una mano dal volante per accelerare - ha spiegato il pilota bolognese - e giro usandone una sola".
In cinque anni, da quel drammatico pomeriggio tedesco, sono successe diverse cose. Il ritorno al Lausitzring per completare con una F.Cart i 13 giri che mancavano alla conclusione di quella gara. Ma soprattutto l’impegno nel Mondiale Turismo con una Bmw, che ha fruttato finora due successi iridati a Oschersleben nel 2005 e ad Istanbul quest’anno. Proprio la Bmw ha offerto a Zanardi l’opportunità di salire di nuovo su una vettura da GP. Con gli ovvii adattamenti: acceleratore, frizione e cambio al volante, abitacolo e sedile modificati. Oltre a nuove protesi con un "piede" numero 36 invece del solito 43. Appuntamento a sabato, dunque.

Questo è il video del suo incidente al Lausitzring.

mercoledì, novembre 22, 2006

"Dio ha creato un giocatore di basket; quello è MJ" (Larry Bird)

Basket: "Dio ha creato un giocatore di basket di 2 m; quello è MJ
(Larry Bird).".

Michael Jeffrey Jordan (nato il 17 febbraio 1963), soprannominato e noto in tutto il mondo come Air, è un ex-giocatore statunitense di pallacanestro, ritenuto da moltissimi il miglior giocatore della storia di questo sport. Inconfondibili sono la sua maglietta numero 23 e la sagoma della sua tipica schiacciata a gambe aperte, poi divenuto il suo logo ufficiale. Chi non ha sognato vedendo MJ volare verso il canestro, saltare gli avversari come se fossero birilli di 2 m e poi schiacciare. In NBA con i Chicago Bulls ha vinto tutto diventando il trascinatore di una squadra che annoverava gente come Scottie Pippen e Dennis Rodman. Gente che sa il fatto suo. Per la storia di Michael cliccate sul nome evidenziato in rosso. Per vedere le sue prodezze bastano i filmati sottostanti(nel secondo troverete le schiacciate che lo hanno reso famoso). Sognate ancora con lui.

martedì, novembre 21, 2006

Paolo Maldini, la bandiera rossonera

Curiosità: "Paolo Maldini, la bandiera rossonera.".

Paolo Maldini (Milano, 26 giugno 1968), calciatore italiano, difensore, è considerato uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. Tecnica, velocità, prestanza fisica e duttilità ne fanno uno degli atleti più forti del mondo.
Ha dedicato tutta la carriera alla squadra che l'ha visto crescere e maturare come uomo e come professionista, l'A.C. Milan, nel quale ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sinistro o di difensore centrale e nella quale milita dal suo provino datato 1978. Quest'anno è stato utilizzato anche da terzino destro, a dimostrazione della grande duttilità e utilità di questo campione. Ha finora collezionato 582 partite di Serie A, record assoluto, con 27 goal realizzati. Nella stagione 2005/2006 ha segnato anche una doppietta contro la Reggina in campionato; la prima nella sua lunghissima carriera. Inoltre detiene altri due record: primato assoluto di stagioni in serie A con la stessa squadra, con 22 campionati consecutivi; marcatore più veloce in una finale di Champions League (52" contro il Liverpool nel 2005).
Ha debuttato in Serie A da Nils Liedholm il 20 gennaio 1985, ancora sedicenne, in un match contro l'Udinese (terminato 1-1, subentrando a Sergio Battistini).Si è ritirato dall'attività con la Nazionale dopo i campionati mondiali del 2002. Con la maglia azzurra ha disputato 126 partite (record assoluto), di cui 74 come capitano, realizzando 7 goal. Detiene inoltre il record anche per il numero di gare con la fascia da capitano.Ha finora vinto col club 4 Coppe dei Campioni (1989, 1990, 1994, 2003, finalista nel (1993, 1995, 2005), 2 Intercontinentali (1989, 1990), 4 Supercoppe Europee(1989, 1990, 1994, 2003), 7 scudetti (1988, 1992, 1993, 1994, 1996, 1999, 2004), 1 coppa Italia (2003, finalista nel 1990 e 1998), 5 Supercoppe Italiane (1989, 1992, 1993, 1994, 2004). Con la nazionale ha raggiunto la finale al Campionato Mondiale 1994 e al Campionato Europeo 2000.

lunedì, novembre 20, 2006

Michael Johnson: il Re della velocità

Atletica: "Michael Johnson: il Re della velocità".


Michael Duane Johnson (Dallas, 13 settembre 1967) è un ex-atleta statunitense considerato da molti il più grande specialista di tutti i tempi nelle gare di velocità prolungata e, in generale, uno dei più grandi atleti di sempre. Detiene i record mondiali nei 200 metri (19.32 secondi), 400 metri (43.18 secondi) e nella staffetta 4x400 (2:54.20, come componente della squadra USA); ha vinto quattro ori olimpici ed è stato per nove volte campione del mondo. Ha detenuto il record del mondo anche nei 400 indoor, con 44"63.
È stato il primo uomo nella storia a vincere i 200 e i 400 metri nella stessa Olimpiade, quella del 1996.


Godetevi i filmati delle sue imprese.

domenica, novembre 19, 2006

La vera passione si chiama Superbike!!!

Motociclismo: "La vera passione si chiama Superbike!!!".

Difficile spiegare cosa sia la Superbike. Difficile spiegarla a chi da anni non segue altro che la formula uno e si subisce ore di puro nulla motoristico, dove l’unica emozione è rappresentata da qualche uscita di scena quando il tal pilota è al comando, a causa di una rottura dell’apparato ipertecnologico che ogni macchina si porta dietro (gioia degli ingegnere, ma cruccio degli amanti dello spettacolo). E’ difficile spiegare cos’è la SBK a quel pubblico amante della MotoGP perché, e solo per quello, c’è un certo Valentino Rossi, dove molto spesso si alza un polverone di polemiche ad un minimo contatto e dove la televisione applica la regola che “più pubblicità è bello, soprattutto durante un sorpasso al limite.” Ecco chi appartiene alle categorie sopradescritte sia pregato di porre bene attenzione perché sta per iniziare la lezione. La Superbike è passione! La quint’essenza della passione motociclista. Lungi da essere collusa con giochi come quelli appena citati, essa è la classe motoristica che più di tutte incarna tecnologia, manico (o bravura se volete) amicizia e gioia di correre. Qui non troverete, infatti, tutti i sensori presenti sulle Formula 1 né tantomeno nelle MotoGP, non troverete piloti strapagati e che a stento parlano tra loro, non troverete gente che si fa problemi se li sorpassi portando via loro la carena e un pezzo del carter senza nemmeno chiedere scusa (tanto dopo due curve sono lì a ricambiare il favore). Certo, non voglio nemmeno dire che la superbike sia un posto di poveracci che si contendono un osso. Questa categoria, che richiama decine di migliaia di appassionati ad ogni gran premio e che vanta una storia di vent’anni, è il giusto equilibrio tra tecniche e strategie di gara, manico e fegato del pilota: fattori, questi, che portano la superbike ad essere uno spettacolo eccezionale e che fa soffrire ogni volta di tachicardia. Qui si parla di gente che cade e si mette a scavare nel fango per trovare la manopola del gas e mantenere accesa la moto, che riesce ad impennare con entrambe le ruote, che sorpassa tre piloti in un solo colpo al cavatappi di Laguna Seca, che utilizzano moto identiche a quelle prodotte in serie (moto sconvolte e portate ai limiti dell’elaborazione, altro che fast and furios) riescono ad avvicinarsi a pochi centesimi ai tempi della motogp, che riesce a dare spettacolo senza preoccuparsi molto di come andrà a finire senza chiedersi se le gomme reggeranno dopo una derapata assurda! Classe che con i suoi metodi ha ispirato cambiamenti nei regolamenti di altre categorie, quali ad esempio la superpole (1 giro alla caccia della pole e vada come vada) e il monogomma (caratteristica adottata dalla formula 1 negli ultimi anni; la prima, il monogomma, a partire dalla prossima stagione)e che ha visto militare nelle sue file campioni quali Fogarty, Chili e Bayliss…Non considerate la SBK come una categoria di passaggio o una seconda scelta. La superbike è concettualmente diversa dall’essere chiamata categoria minore. Portate rispetto alla passione.
Articolo redatto da Matteo, un superappassionato.

sabato, novembre 18, 2006

L'identikit di Fabio Caressa

Curiosità: "L'identikit di Fabio Caressa".

Dietro ad una grande impresa, c'è sempre una grande voce. Quella di Fabio Caressa è stata la migliore colonna sonora dietro alla fantastica impresa della Nazionale ai Mondiali. Le sue frasi hanno sottolineato perfettamente i momenti decisivi della manifestazione intercontinentale facendoci sobbalzare sulla poltrona o sulla sedia del bar e rendendo indimenticabile la vittoria con quei 4 "Campioni del Mondo". Uno per ogni Mondiale vinto. Grazie Fabio per le emozioni che ci hai regalato in questi indimenticabili momenti.

Godetevi i filmati.

Puskas: un'altro pezzo di storia che se ne va

Calcio: "Puskas: un'altro pezzo di storia che se ne va".

Ferenc Puskás è stato un calciatore, considerato il migliore giocatore ungherese di sempre ed uno tra i maggiormente dotati di talento di ogni tempo a livello internazionale.
Dotato di un potente tiro di sinistro, secondo molti è stato il miglior tiratore nello sport del calcio. Fu per questo soprannominato "El Cañoncito", il piccolo cannone.
Luisito Suarez raccontò che una volta Puskas riuscì a colpire, mirando ad essi, diciotto volte su venti tentativi, i pali di una porta.
Il palmares di Puskas è uno dei più ricchi del mondo del calcio, paragonabile a quello di altri grandi del calcio, come Pelé, Franz Beckenbauer, Alfredo Di Stefano e altri.
Giocò per la squadra olimpica ungherese che vinse la medaglia d'oro nel 1952. Esordì a livello di club a soli 16 anni, nella Honvéd di Budapest (la squadra dell'esercito ungherese), per poi passare al Real Madrid nel 1958 dopo i fatti della Rivoluzione Ungherese del 1956.Con la squadra spagnola vinse cinque campionati spagnoli e una Coppa dei Campioni, nel 1960, nella quale gli spagnoli si imposero all'Eintracht Frankfurt per 7-3 e nella quale Puskas segnò 4 reti, cosa non riuscita a nessun altro calciatore in una finale di Coppa dei Campioni.Grazie alla sua permanenza al Real Madrid venne naturalizzato spagnolo. Giocò nella nazionale ungherese dal 1945 al 1956, segnando 84 gol in 85 incontri. Con questa squadra ottenne un secondo posto nel Campionato del mondo di calcio del 1954. Puskas fece anche quattro apparizioni nella nazionale spagnola, tra il 1961 e il 1962, ma senza segnare.I suoi 84 gol internazionali furono un record (per gli uomini) fino al 28 novembre 2003, quando venne battuto dal calciatore iraniano Ali Daei (attualmente a quota 105 reti).Nella sua carriera segnò 1156 reti.
Malato da tempo, muore di polmonite nella notte tra il 16 e il 17 novembre 2006, all'età di 79 anni, in una speciale casa di cura a Budapest, dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita grazie a un vitalizio del governo ungherese. Lo stadio di Budapest, il "Népstadion", fu rinominato in suo onore nel 2002.

venerdì, novembre 17, 2006

The Eye of Tiger

Golf: "The Eye of Tiger".
Eldrick Woods (30 Dicembre 1975, Cypres, USA), meglio noto come Tiger, è un celebre giocatore di golf, considerato uno dei più grandi golfisti di tutti i tempi.
Ha vinto il torneo
The Masters nel 1997 a 21 anni e 3 mesi, il più giovane vincitore. Al torneo The Masters 1997, ha giocato e vinto un leggendario giro finale con il golfista italiano Costantino Rocca. Ha vinto i 4 grandi Tornei dello Slam consecutivamente dallo U.S. Open del 2000 al The Masters del 2001
; questa impresa è stata denominata "Tiger Slam", perché non è stata effettuata "in un stagione".
Il suo soprannome "Tiger" è stato anche il soprannome dell'amico vietnamita del padre, Nguyen Phong. Il padre,
Earl Woods, era un soldato che combatté nella guerra del Vietnam, un membro dei "Green Beret". Sua madre, Kultida, viene dalla Tailandia, la moglie, Elin, dalla Svezia.

Godetevi il filmato di alcuni dei suoi colpi più spettacolari.



giovedì, novembre 16, 2006

Che peccato ragazze...

Pallavolo: "Che peccato ragazze...".
Sprofondo azzurro. La due giorni di Osaka si chiude con una grande delusione per la nazionale azzurra, ex campione del mondo. Dopo la netta sconfitta (3-0) ieri nella semifinale con la Russia, le azzurre di Massimo Barbolini sbagliano anche la seconda partita consecutiva e chiudono il Mondiale al 4° posto.
Obiettivo minimo centrato (confermarsi nel gotha della pallavolo), ma la delusione nel clan azzurro resta grande per la medaglia che se n'è andata così. Rinieri e compagne hanno sbagliato molto sia nell'atteggiamento che nella tecnica, incapaci di recuperare contro una squadra quadrata, tosta, ma che non è sembrava poi tanto superiore alle azzurre come invece era apparsa la Russia nel giorno precedente.
Mentre la Serbia & Montenegro costruiva punto su punto la prima storica medaglia in campo femminile, le azzurre finivano a turno in panchina. Barbolini le ha provate tutte per cercare di dare una scossa a
questa squadra, ma senza riuscirci: contrariamente a quella che è la sua "filosofia" ha infilato una lunga serie di cambi, che però non hanno portato a sensibili cambiamenti di rotta. E' uscita la Piccinini, è uscita la Rinieri e poi a turno Anzanello, Paggi, anche la Togut - grande protagonista del Mondiale 2002, quando venne eletta mvp della manifestazione - ha chiuso la partita per il bronzo in panchina, con un groppo alla gola grosso così.
Come altre volte in passato (non ultima la finale dell'Europeo dell'anno scorso o il quarto di finale olimpico contro Cuba, tanto per citare le delusioni più cocenti e recenti) le azzurre si sono sciolte. Neppure il 7-2 con cui hanno iniziato il terzo parziale è servito a invertire il senso della partita. I 26 errori punto (oltre un terzo dell'intero bottino serbo) sono un'ancora che tiene in porto tutte ambizioni azzurre. Mentre fa volare la squadra di Terzic.
Comunque queste ragazze ci hanno regalato un sogno. GRAZIE RAGAZZE!!!

mercoledì, novembre 15, 2006

Che scambio!!!

Tennis: "Che scambio!!!".

Tutti sappiamo che una partita di tennis può durare diverse ore. Grazie al video capirete il perchè. Ad affrontarsi sono due dei migliori giocatori di sempre. Roger Federer, attuale n°1 dell'Atp, e Leyton Hewitt, il più giovane n°1 di sempre.

Godetevi il filmato.

martedì, novembre 14, 2006

Altri motivi per amare lo sport...

Curiosità: "Altri motivi per amare lo sport...".

Godetevi il filmato.

domenica, novembre 12, 2006

Crisi Milan

Calcio: "Crisi Milan"
Resta da capire che cosa si siano detti veramente il presidente Silvio Berlusconi, Carlo Ancelotti e i rossoneri negli spogliatoi subito dopo il nuovo ko. Questa volta a opera della Roma a San Siro, diventato ormai terra di conquista. Un lungo colloquio, di cui è facile immaginare il contenuto, anche se il patron ha difeso a spada tratta il tecnico rossonero. Difficile, semmai, è trovare l'uscita dal tunnel, dopo quattro sconfitte nelle ultime cinque gare di campionato. Un trend da retrocessione. Se non fosse il Milan. Ma i rossoneri, in un modo o nell'altro, a causa dei famosi otto punti di penalizzazione, rischiano di scivolare in una drammatica crisi di identità, anche perché non sono abituati a gestire una classifica precaria. Ancelotti ha parlato di stanchezza. Di sessanta minuti giocati con eccessivo furore che, alla fine, hanno fatto la differenza. Ma proprio il rush finale della Roma ha evidenziato un gap tra giallorossi e rossoneri nella preparazione fisica che, aggiunta ai limiti in difesa e in attacco, dilatano il momento no del Milan. Evidente il disastro davanti a Dida. Per due volte Totti ha sfruttato ampi spazi e una libertà d'azione imbarazzante. Ancora una volta le punte non sono andate in gol e, al di là della traversa colpita da Oliveira, si è dovuto attendere l'ingresso di Borriello per vedere due, sottolineiamo due, sponde per il compagno di reparto (Inzaghi) nell'area romanista e chiedere a Brocchi di riaprire la gara. E sabato prossimo, paradossalmente, la sfida di Empoli diventa uno scontro diretto.Questione di testa? Tra infortuni e giocatori evidentemente stanchi (vedi Pirlo), al Milan non resta, come dice Paolo Maldini, che "crederci e lavorare". Praticamente quello che Berlusconi ha chiesto alla squadra dopo la sfortunata sconfitta con la Roma. Ad Ancelotti, incassata l'ennesima fiducia societaria, non resta che recuperare alcuni elementi e restituire personalità a un gruppo che era abituato a vincere. Con la speranza che il "Tapiro d'oro" consegnatogli nella notte da Valerio Staffelli gli porti davvero fortuna.

venerdì, novembre 10, 2006

La nuova vita di Kanu


Calcio: "La nuova vita di Kanu".

PORTSMOUTH (Gran Bretagna), 10 novembre 2006 - Nwankwo Kanu è nato a Owerri, Nigeria, il 1° agosto 1976. E' rinato a Cleveland, Ohio, il 25 novembre 1996. Tra poco la sua seconda vita compie 10 anni, e lui ha già cominciato la festa: con più gol di tutti in Premier League. Capocannoniere con 7 gemme in 10 presenze, sorpresa nella sorpresa Portsmouth, la neopromossa che viaggia al 4° posto dietro Manchester United, Chelsea e Bolton, davanti all'Arsenal. Nella sua seconda vita non segnava tanto dal 1999-2000, la stagione d'esordio con l'Arsenal, ma furono 12 reti in 30 partite. Al Portsmouth ha raggiunto la media-gol più alta della carriera (0,7) la carriera che sembrava finita all'inizio di settembre, nel 1996, quando aveva appena 20 anni ed era appena arrivato all'Inter con la medaglia d'oro delle Olimpiadi di Atlanta, con i tre campionati d'Olanda e la Champions League conquistati all'Ajax.
Van Gaal(allenatore dell'Ajax allora), visione da guru, era stato il più svelto a prendere in custodia il più alto (1,97) e il più bravo della Nigeria campione del mondo Under 17 nel 1993. Ma all'Ajax Kanu aveva vinto tutto rischiando la vita ogni volta. Incredibilmente, i medici olandesi non gli avevano mai diagnosticato la grave insufficienza cardiaca che gli derivava da una malformazione della valvola aortica: bastava saper leggere a fondo un elettrocardiogramma. Se ne accorse subito, invece, il dottor Piero Volpi. Il medico interista pensò ad un guasto del suo ecografo, non riusciva ad immaginare che in Olanda non sapessero nulla. Carriera finita, scrissero i giornali. Massimo Moratti spedì Kanu alla miglior clinica cardiochirurgica d'America, a Cleveland. Il 25 novembre 1996, dopo 4 ore in sala operatoria, il dottor Bruce Lytle, specialista di fama mondiale, annunciò che Kanu era rinato. "Moratti è il mio secondo padre", disse Kanu appena ebbe la forza di parlare. Una bella favola.

mercoledì, novembre 08, 2006

C'era una volta l'arbitro...

Curiosità: "C'era una volta l'arbitro...".

Nonostante quello che è accaduto nelle ultime settimane, niente polemiche...e poi ci si chiede perchè gli arbitri in campo sono sempre più nervosi.

Forse era meglio restare a letto...

Curiosità: "Forse era meglio restare a letto...".

A grande richiesta...
Godetevi il filmato.

NBA: ShowTime!!!

Basket: "NBA: ShowTime!!!".

Per gli amici baskettari.
Godetevi il filmato.

Un'Italia Inarrestabile"

Pallavolo: "Un'Italia Inarrestabile".

Grande inizio dell'Italia femminile nella seconda fase del Mondiale giapponese. A Nagoya le azzurre hanno travolto la Polonia con un netto 3-0 (25-19, 25-22, 25-13).
L’Italia non si ferma dunque e infila la quinta vittoria consecutiva in questo Mondiale facendo un altro piccolo passo in avanti verso le semifinali che contano, quelle che la prossima settimana (ad Osaka) assegneranno le medaglie. Come ha detto il c.t. azzurro l’altro giorno prima dell’inizio della seconda fase: "il futuro è nelle nostre mani, non dobbiamo commettere errori". Francamente; prima dell'inizio di questi mondiali, non avrei mai detto che l'Italia si sarebbe presentata così bene alla rassegna. I problemi con la Federazione e con l'allenatore Bonitta lasciavano presagire al peggio. Invece con il cambio di allenatore sembra che le ragazze abbiano ritrovato lo smalto di un tempo e la grinta che da sempre le aveva contraddistinte. Allora continuiamo a tifarle e a gridare FORZA AZZURRE!!!

Ian Ullrich rischia la fine di Pantani

Ciclismo: "Jan Ullrich rischia la fine di Pantani".

Il direttore sportivo della Tinkoff, Omar Piscina, teme che Jan Ullrich cada in depressione e faccia la fine di Marco Pantani. 'Credo che il peggio debba ancora arrivare per Jan se non tornera' a gareggiare', dichiara. Ullrich e' stato licenziato a luglio dalla T-Mobile dopo il suo coinvolgimento nell'operazione Puerto. 'Alla Tinkoff siamo estimatori di Ullrich - dice Piscina - e vogliamo che torni a gareggiare con noi: non merita di essere abbandonato dalle autorita' sportive'. Se non altro, aggiungo io, la vicenda di Pantani è servita a qualcosa. Speriamo che un grande campione come Jan torni ad essere quello di sempre.

lunedì, novembre 06, 2006

Ian Thorpe vicino al ritiro?

Nuoto: "Ian Thorpe vicino al ritiro?".

Notizie dall'Australia dicono che Ian Thorpe sia ancora alle prese con problemi fisici, esistenziali e via dicendo. Il piano del rientro agonistico di quello che sembra sempre più essere un illustre "ex" del nuoto mondiale, prevedeva la partecipazione ai 100 e 200 nei trials australiani per il Mondiale di casa. Secondo la sua allenatrice Tracy Menzies, pare invece adesso che la scelta di Thorpe cadrà su una sola delle due gare.Il nuoto australiano ovviamente spera nel miracolo della resurrezione, ma forse il "viale del tramonto" del grande campione è stato imboccato già da molto tempo.

venerdì, novembre 03, 2006

Kakà O'Meravigliao

Calcio: "Kakà O'Meravigliao".

Ricardo Izecson Dos Santos Leite, in arte Kaká nasce a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si trasferisce a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La storia di Kaká non è la solita favola del ragazzino che mangia riso e fagioli con qualche dramma familiare alle spalle. Il contrario. La famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre di Kaká è un ingegnere civile, il signor Bosco Izecson Pereira Leite, mentre la mamma Simone Cristina dos Santos Leite è una professoressa. Non hanno avuto problemi nel mettere insieme il pranzo con la cena, anzi da ragazzo Kaká si poteva permettere anche qualche maglietta firmata ed alcuni videogame all'avanguardia. E siccome nelle giovanili del San Paolo con lui c'erano tanti ragazzi poveri, spesso dopo l'allenamento tutta la garotada (espressione brasiliana che indica un gruppo di adolescenti festosamente rumorosi) andava a casa Leite a fare merenda: 1400 metri a piedi per sgranocchiare le ciambelle di mamma Simone Cristina. Forse proprio per queste origini borghesi, in Brasile non hanno mai avuto certezze sul suo futuro. Di buon carattere e famiglia solidissima, crede alle tradizione ed è religiosissimo. Kaká è sicuro di essere stato graziato da Dio quando nell'ottobre del 2000 ebbe un incidente che avrebbe potuto lasciarlo paralizzato. Kaká batte infatti la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, mentre la gente lo acclama e i compagni gli si buttano addosso, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo. Nel gennaio del 2001 la squadra juniores del San Paolo fu protagonista della Coppa San Paolo di calcio giovanile, l'equivalente del Torneo di Viareggio. Ma Kaká era in panchina, non giocava mai. Il 7 marzo dello stesso anno, la prima squadra del San Paolo giocava contro il Botafogo la finale della Copa Rio-Sao Pãulo, torneo che non aveva mai vinto. Al 14' del secondo tempo l'allenatore Oswaldo Alvarez lo mise in campo al posto di Fabiano scatenando la reazione scandalizzata dei commentatori radiotelevisivi: "Incredibile! Alvarez està louco, Alvarez è pazzo, ha buttato in campo una riserva delle giovanili". Quel giorno Kaká segnò 2 gol in poco più di 2 minuti, regalando il trofeo alla sua squadra. E Oswaldo ricorda quel giorno con il sorriso sulle labbra: "La gente non sapeva che Kaká arrivava da una lunga convalescenza. Nel 2000 si era rotto la sesta vertebra sbagliando un tuffo in piscina in un parco acquatico. Ma io sapevo che era fortissimo". Quei 2 gol non bastarono per convincere tutti. Non ci credevano tanto, se è vero che nei quarti di finale del campionato brasiliano del 2001 contro l'Atletico Paranaense, dopo essere stato inseguito per tutto il campo dal randellatore Cocito, costrinse il suo allenatore a sostituirlo al 39' del primo tempo. Kaká uscì piangendo a dirotto e la critica lo stroncò: "E' bello da vedere, ma non può giocare partite importanti". L'unico che ha sempre creduto in lui è Carlos Alberto Parreira. Lo affrontò la prima volta e gli fece i complimenti, lo affronto la seconda volta e disse : "Quel Kaká diventerà un fenomeno" ...E aveva ragione. Ormai Ricardo ha raggiunto una maturità tecnica e tattica che fa di lui un campione che riesce ad unire la spettacolarità del calcio brasiliano all'abnegazione tattica di quello europeo. Probabilmente non esiste calciatore più decisivo di lui e il Milan farà bene a tenerselo stretto.
E ora qualche magia.


lunedì, ottobre 30, 2006

Impresa Snaidero


Basket: "Impresa Snaidero".

Ieri sera al PalaCarnera la Snaidero Udine ha battuto 92 - 90 l'Armani Jeans Milano in una partita splendida che ha deliziato i palati dei tifosi presenti al palazzetto. Una partita cominciata subito alla grande con un O'Bannon in grande spolvero ed un Kristaps Valters molto ispirato. La squadra di coach Pancotto (nella foto) sembra aver preparato molto bene la partita e ci mette un'intensità superiore rispetto alle ultime uscite. L'Armani tiene il passo degli arancioni grazie ai rimbalzi di J.Blair e T.J.Watson. I milanesi riescono a prendere un leggero vantaggio, che gli udinesi, però, rosicchiano piano piano e si arriva al gran finale dove due triple pazzesche di Gigena, la presenza costante di J.Jaacks sotto canestro e l'intensità difensiva e offensiva di Valters portano avanti la Snaidero. A quel punto Bulleri, rimasto nascosto per quasi tre quarti, mette una tripla e realizza tre tiri liberi regalatigli dagli arbitri (a proposito:arbitraggio molto generoso per i milanesi) che riavvicinano i meneghini agli arancioni. Ci pensa Valters a mettere i 4 liberi decisivi. Il PalaCarnera è una bolgia e vive l'ultimo quarto tifando come non mai. Alla fine doveroso ringraziamento dei giocatori ai supporters. Per le statistiche della partita:
www.legabasket.it

Forse non tutti sono portati per lo sport...

Curiosità: "Forse non tutti sono portati per lo sport".
Godetevi il filmato fino alla fine.


domenica, ottobre 29, 2006

Nicky Hayden World Champion 2006



Motociclismo: Nicky Hayden World Champion 2006

Nicky Hayden è il nuovo Campione del Mondo. Con il 3° posto di Valencia e il contemporaneo 13° di Valentino Rossi, il pilota statunitense è riuscito a ribaltare il gap di 8 punti che lo dividevano dal pilota pesarese. Un Campionato del Mondo inaspettato, ma più che mai meritato per costanza e bravura alla guida. A domani con i commenti dei protagonisti e con il resoconto completo del Mondiale.

sabato, ottobre 28, 2006

A volte basta un niente e...

Sports: "A volte basta un niente e..."
La parte sconosciuta dello sport.........
Godetevi il filmato.


venerdì, ottobre 27, 2006

Calciopoli: ecco gli sconti!!!


Calcio: "Calciopoli: ecco gli sconti!!!".

La Juventus (in serie B) passa da -17 a -9; la Fiorentina da -19 a -15; la Lazio da -11 a -3; il Milan rimane a -8. Ora, mi ero ripromesso di scrivere gli articoli in modo imparziale, ma ciò che è avvenuto può essere solo definito come SCANDALO!!! Perchè al Milan non è stato ridato alcun punto??? Sembra impossibile che tutte le sentenze fossero ingiuste, tranne quella della squadra rossonera...vi informo che questi sono commenti a caldo e domani andrei volentieri a sfogare la mia rabbia (lo ammetto, mi aspettavo uno sconto di almeno 4 punti), davanti alla sede dell'arbitrato del CONI, ma devo trattenermi quindi mi limiterò a dimostrare la mia incazzatura attraverso il blog. Il motivo per cui è stato deciso così??? Ditemelo voi. Io dico che il Milan paga l'accanimento giornalistico-sportivo subito, nei suoi confronti, dopo le prime sentenze quando tutti avevano detto e scritto: "E' andata bene solo al Milan!!!" e da qui erano nate una serie di polemiche che già lasciavano presagire qualcosa di simile. Ciò che mi lascia più perplesso è come la Lazio abbia recuperato 8 punti in un niente risultando da colpevole a innocente (praticamente). Come possono essersi sbagliati i giudici che prima le avevano assegnato ben 11 punti di penalizzazione??? Non è certo un errore da poco. Hanno forse influito la centralizzazione di tutte le
sedi sportive a Roma o la presenza di persone scomode all'interno del consiglio del
Milan??? Grazie per aver accolto il mio sfogo a voi le risposte.

Un fedele milanista incazzato.







E' ancora Alonso

Formula 1: "E' ancora Alonso".

Fernando Alonso Díaz (Oviedo, Spagna, 29 luglio 1981) è campione del Mondo 2006 di Formula 1 con la squadra Renault. Oltre ad essere il pilota spagnolo di maggior successo, è il più giovane pilota ad avere vinto un Gran Premio e il più giovane a laurearsi campione del Mondo nel 2005 sempre su Renault. Alonso è stato il terzo pilota più giovane di sempre a partecipare ad un Gran Premio di Formula 1 quando esordì al Gran Premio di Australia del 2001 con la Minardi. La stagione procedette senza grosse soddisfazioni a causa della competitività limitata della vettura. Nel 2002 si spostò alla Renault come collaudatore, con la promessa di un posto come pilota titolare l'anno successivo. Con la Renault nel 2003 Alonso divenne quindi il più giovane pilota a guadagnare una pole-position (Gran Premio della Malesia) e a vincere una gara (Gran Premio d'Ungheria), chiudendo il campionato al 6° posto. Nel 2004 si è invece classificato 4° pur senza vincere gare. La Renault partiva tra le favorite nella stagione 2005, ma i risultati sono stati da subito superiori a ogni più rosea aspettativa: la vettura era infatti veloce e ben equilibrata sin dalla prima gara, mentre a causa delle modifiche regolamentari i principali avversari dell'anno precedente (Ferrari, McLaren, BAR) erano in ritardo o mancavano di affidabilità. All'esordio in Australia Alonso è giunto solamente terzo a causa di una posizione poco felice sulla griglia , ma nelle successive tre gare (Malesia, Bahrain, San Marino) una sequenza di vittorie ottenute dalla pole position lo ha issato in testa alla classifica mondiale, posizione che non avrebbe più ceduto fino alla fine del campionato. Il resto della stagione continua con preziosi piazzamenti in quasi ogni gara e ulteriori vittorie al Nürburgring e Hockenheim, sfruttando i problemi di Räikkönen, e in Francia partendo indisturbato dalla pole come a inizio anno. Questa tattica attendista ha un po' generato critiche al giovane pilota, ma lo ha portato a vincere matematicamente il titolo il 25 settembre in Brasile con l'ennesimo podio e il record di campione del mondo più giovane con i suoi 24 anni, 1 mese e 28 giorni.La stagione è stata suggellata dalla pole e vittoria indisturbata al Gran Premio di Cina che ha regalato anche il Campionato Costruttori alla Renault. Nel 2006 sappiamo com'è andata con la vittoria della spagnolo su M. Schumacher in un campionato fantastico.